Dietro la maschera con @topomaga

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“Dietro questa maschera
lo sai ci sono io… (Sono io soltanto io!)
Quel che cerco, quel che voglio,lo sa solo Dio…
(E lo sa soltanto Dio!)
Ed ogni volta nascerò. Ed ogni volta morirò.
Per questa favola che è mia!”

La Favola Mia, Renato Zero (Zerolandia, 1978)

Spesso ascoltando questa canzone mi sono chiesta chi fosse quell’Io dietro la mia maschera.

Alla veneranda età di 36 anni ho ancora difficoltà a capirlo. So di essere sempre stata una persona difficile ed inquieta, mai soddisfatta di se stessa e dei suoi traguardi. Irascibile e schiva, creativa e superficiale, intellettuale e riflessiva. La vita che avrei voluto per me non è questa, o almeno in parte non lo è, ma è sempre stato un problema capire veramente cosa volessi. Ho fatto tante cose e non ho mai trovato pace, sono un’anima destinata all’inquietudine.
Sono passata dall’ossessione per il restauro all’archeologia preistorica, poi mi sono ritrovata a fare il consulente informatico, la personal assistant, la disegnatrice, la mamma, la cassa integrata e poi sono ritornata alle passioni primordiali per l’arte e la creatività.

Cosa sarò in futuro? Vorrei tanto saperlo. La ricerca ossessiva di una direzione stabile mi ha destabilizzato tutta la vita. Forse è ora di smetterla. Ma mai come ora sono preda di una forza imponente dentro di me che mi spinge verso il caos.
Chi vincerà questa volta?
Invidio fortemente chi riesce a lasciarsi andare senza timore, chi si butta con tutta l’anima in un progetto e lo porta a termine. Forse io un’anima non ce l’ho e per questo vivo a metà tutto quello che mi riguarda. Oppure sono solo una gran codarda, che ha paura di rischiare. Nessuno mi ha mai insegnato ad essere coraggiosa, testarda lo sono dalla nascita ma non è la stessa cosa. Il coraggio va instillato nella coscienza come un elisir prezioso da dosare con cura nei momenti adeguati.
A me è sempre stato detto che non bisognava mai rischiare ma andare sempre sul sicuro. Per questo motivo forse sono diventata la persona irrequieta che sperimenta tutto e non si ferma mai.
La colpa è sempre dei genitori, questa è l’unica cosa che ho imparato facendo qualche seduta di analisi anni fa. Per questo oggi sono una madre molto attenta che cerca in tutti i modi di evitare gli errori che sono stati fatti con me, magari riuscirò ad evitarli ma so già che ne farò inevitabilmente tanti altri che non avevo preventivato.

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