Cinque motivi per usare la coppetta mestruale

Sarà pur vero che è anche grazie a loro se la nostra specie non si è ancora estinta. Che per le ragazzine rappresentano una specie di iniziazione, un momento topico che conclude l’infanzia e spalanca le porte della maturità. Però, diciamo la verità, le mestruazioni sono una colossale rottura di scatole. Dai crampi agli sbalzi d’umore, dagli attacchi di fame alla stitichezza, in quei quattro o cinque giorni fatidici c’è poco da divertirsi. E il fatto di dover indossare assorbenti, tamponi e proteggislip non aiuta per niente. Se però c’è poco da fare, tutto sommato, contro il mal di pancia e la ritenzione idrica, per quest’ultimo problema esiste un piano b, un’alternativa molto conosciuta all’estero e che sta pian piano prendendo piede anche da noi: la coppetta mestruale.

Si tratta, in sostanza, di una piccola coppa in materiale liscio e flessibile, che va inserita all’interno della vagina per raccogliere il flusso mestruale. Dopo un certo numero di ore (che varia a seconda dell’intensità del flusso, ma che non deve mai superare le 8/10) la menstrual cup deve essere estratta, svuotata, sciacquata e reinserita. In commercio ne esistono molti marchi diversi, disponibili in materiali e colori differenti e misure diversificate (di solito ogni produttore ne propone una più piccola per le ragazze più giovani e non ancora madri, e una versione un po’ più grande per le donne con più di 30 anni o che abbiano già partorito).

Ma come funziona? Anche se a una prima impressione può sembrare complicato o fastidioso, l’inserimento è più semplice a dirsi che a farsi: esistono diverse tecniche per piegare la coppetta prima di inserirla, e basta rilassarsi per qualche istante e trovare la posizione più comoda – sedute, accovacciate, in piedi, etc – per posizionare correttamente la cup (che va inserita molto più in basso di un tampone). Una volta all’interno, la coppetta si apre delicatamente e aderisce alle pareti vaginali, raccogliendo il sangue mestruale. Se inserita nel modo corretto, non si avverte in alcun modo. L’estrazione è ancora più semplice: basta esercitare una lieve pressione alla base della coppetta, in modo da eliminare “il vuoto” che si crea, e tirare delicatamente fino a farla uscire. All’inizio di ogni mestruazione, la menstrual cup deve essere sterilizzata mediante bollitura o soluzioni disinfettanti, mentre durante il ciclo, tra uno svuotamento e il reinserimento, è sufficiente lavarla bene con acqua pulita. Ogni produttore, in ogni caso, fornisce dettagliate istruzioni di utilizzo, e in rete si trovano decine di “tutorial” e review, anche in italiano.

E perché abbandonare per sempre gli assorbenti per passare alla coppetta mestruale?

La coppetta è ecologica
Pensate a quanti assorbenti consumate in media ogni mese. Moltiplicate il numero che avete ottenuto per 12, e poi ancora per tutti i mesi della vostra vita mestruata. A questo punto, moltiplicate il risultato per tutte le donne – passate, presenti e future – in età fertile del mondo, o almeno di quello industrializzato. Si tratta senz’alto di una quantità di spazzatura enorme. Non riciclabile e piena di plastica, sbiancanti a base di cloro e sostanze assorbenti. Una discarica colossale. La coppetta mestruale, invece, può essere riutilizzata per anni. E anche quando giunge il momento di gettarla via, è un oggetto piccolo e dal peso di pochi grammi.

È economica
Una coppetta mestruale ha un costo variabile, più o meno, tra i 15 e 35 euro – si acquista online, per lo più, o in qualche farmacia. Se usata correttamente, può essere riutilizzata senza problemi per diversi anni, anche da ragazze molto giovani (non è indicata, invece, per le lochiazioni post partum). Non occorre avere un diploma di Ragioneria per valutare la convenienza.

È pratica
Provare per credere. Dopo i primi tentativi, necessari per prendere confidenza con l’oggetto misterioso, bastano pochi istanti per inserire o estrarre la coppetta. E una volta “indossata”, se inserita nel modo corretto, la sua presenza non si avverte minimamente. L’operazione di svuotamento può essere di norma effettuata meno frequentemente di quanto si cambia un assorbente, e la coppetta si può usare senza problemi durante le attività sportive, al mare, in piscina, in viaggio, di notte, etc.

È igienica
Le menstrual cup in commercio sono realizzate in materiali inerti e anallergici (silicone chirurgico o lattici speciali, di solito). A differenza di quello che si verifica per gli assorbenti interni, al momento non sono state individuate correlazioni tra l’uso della coppetta mestruale e la Sindrome da shock tossico (naturalmente è fondamentale seguire scrupolosamente le norme igieniche del caso: sterilizzare la coppetta all’inizio di ogni mestruazione, lavarla accuratamente ad ogni “cambio”, maneggiarla sempre con le mani ben pulite). Impedendo al sangue di venire a contatto con l’aria, inoltre, la cup previene la formazione di cattivi odori. Se tutto va come deve andare (la “taglia” della coppa è quella giusta e l’inserimento avviene correttamente), infine, il rischio di fuoriuscite è inesistente.

È discreta
A differenza di assorbenti e tamponi, una volta messa “al posto giusto” la coppetta mestruale è completamente invisibile. Anche se sopra non si indossa assolutamente niente.

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Informazioni su Silvana - Una mamma green

Giornalista ambientale. Blogger. Moglie e madre. Napoletana dalla morale ipertrofica. Viaggiatrice incallita e lettrice onnivora. Unamammagreen.com

  1. Ho trovato davvero interessante questo articolo e mi sono presa il giusto tempo per leggere e riflettere un pó. Non Avendo mai provato queste coppette sono un pó scettica. Mi rendo conto di essere una delle tante “grandi consumatrici di assorbenti”, ho il ciclo da quando ho 11 anni, ora me ho quasi 27 e facendo due calcoli ho dato anche io una bella mano all’inquinamento. Sono un pó scettica perché ho un ciclo molto abbondante e doloroso. Uso, nei 4-5 giorni di flusso forte, assorbenti notte anche durante il giorno. Non intendo quelli sottili tipo Lines lunghi, intendo quelli grossi lunghi e di notte ne metto anche due per non sporcare. Da qualche mese verso la
    Fine del ciclo uso solo quelli di cotone ma vorrei provare questa coppetta, la mia paura è proprio quella di sporcarmi, di non essere a mio agio in giorni dove proprio sono ko, calcolando il mio forte flusso. Ultima cosa: l’idea di doverla risciacquare non mi fa proprio piacere. Cambio circa 15-20 pannolini al giorno in
    Asilo, spesso anche terribilmente sporchi, ma l’idea del sangue mestruale mi fa ribrezzo.

  2. Pingback: Coppetta mestruale: cinque ottime ragioni per usarla | Una mamma green

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