Lo svezzamento

Un’esperienza bellissima da vivere con serenità.
Lo svezzamento è un’altra tappa importante nella crescita di un bambino e anche in quello della mamma.
Non sempre viene vissuto bene, siamo piene di ansie e paure, piene di domande, “ e se non mangia?” “ e se vuole solo il latte e non riesco a fargli mangiare altro?” “ non può mica mangiare solo latte fino ai 3 anni?” “ e se fosse allergico a qualcosa?” “e se…..?????”
Insomma già solo l’idea di dover affrontare tutto questo ci manda in ansia, ma io vi voglio riportare la mia esperienza proprio per aiutare tutte le mamme che la leggeranno, per alleggerire questo fardello che alcune volte sembra essere pesantissimo e insuperabile, quante mamme ho sentito dire che appena si avvicina l’orario di pranzo o cena cominciano a sudar freddo… non è così lo svezzamento, non va vissuto in questo modo, non fa bene al bambino né alla mamma e si riflette su tutta la famiglia, segnerà il rapporto che il nostro piccolo\a avrà col cibo e quindi facciamo il possibile per gettare delle buone basi già dopo i sei mesi.
Nella mia personale esperienza, lo svezzamento è stato sereno e bellissimo, seguendo le linee guida del libro “ Io mi svezzo da solo” del pediatra Lucio Piermarini, che le migliori ostetriche consigliano.
E’ un libro bello, leggero e scorrevole, non vengono date regole e tabelle, sono storie e dialoghi sullo svezzamento, esperienze che il dottore riporta, dove sottolinea le motivazioni e le paure delle mamme, che possono essere trasformate in forza e positività con semplici correzioni nel comportamento di tutti, un nuovo modo di rapportarsi col cibo, che vede al centro del sistema il bambino e non il pediatra o i genitori.
Partiamo dalla parte fondamentale: il bambino va svezzato ai 6 mesi, non prima, l’apparato digerente non è formato del tutto e bisogna aspettare il giusto tempo.
Detto questo facciamo piazza pulita sulle paure relative alle allergie, a meno che non ce ne siano di forti in famiglia, il bambino potrebbe avere una reazione allergica a 6 mesi come a un anno, non ha senso quindi dare le fragole solo dopo l’anno o il pomodoro almeno dopo i nove mesi. Lo stomaco è pronto, fategliele pure assaggiare, e se ci dovessero essere reazioni allergiche, ci sarebbero state anche dopo l’anno.
Io ho fatto così, aiutata da questo libro fantastico: a sei mesi mi sono messa a fare il brodo, con le zucchine (perchè in quel periodo mio figlio, faceva fatica a scaricarsi) e un’altra verdura di stagione, ne aggiungevo una diversa ogni 2\3 gg , non ho guardato mai la tabella del pediatra che dice di aggiungere nuove verdure a distanza di settimane, io lo facevo molto più spesso, stesso discorso per le farine e la carne.
Tutto il resto l’ho introdotto semplicemente stando alla fuoriuscita dei dentini, nel senso che se non aveva abbastanza denti non aveva senso dargli pasta o pane, come avrebbe masticato? Ma appena lo vedevo pronto gli facevo assaggiare tutto.
Anche quando andavamo al ristorante assaggiava la carbonara, il pesce, il gelato e altro, senza stare a guardare quanti mesi avesse (ovviamente sempre dopo i 6).
Pasticciava con le mani, l’ho sempre lasciato libero di paciugare, poteva portarsi il cibo alla bocca con le mani e poteva anche spalmarlo su viso e sul tavolo, non potete pretendere che non si sporchi, con la pappa si familiarizza anche così!
Un’altro momento difficile nello svezzamento è il rifiuto che il bambino può avere nei confronti del cibo.
Può capitare che non abbia fame, che non gli piaccia quello che gli state dando, il latte era il suo dolce nettare, perché dovrebbe rinunciarci, per sentire sapori nuovi, consistenze strane non sempre piacevoli? Quindi impariamo a metterci nei panni dei nostri piccoli e andiamogli incontro senza insistere troppo, ingozzarli non serve e nemmeno arrabbiarsi, li fareste solo innervosire; vi hanno fatto capire che quel determinato cibo in quel momento non lo vogliono, ma magari è un atteggiamento del momento, con calma spostate tutto, fate un sorriso e dopo un’oretta dategli il latte, vedrete che la prossima volta andrà meglio, e se non dovesse essere così andrà meglio la volta successiva ancora.
Il passaggio dal latte al cibo solido è una transazione che deve avvenire, è naturale e quindi avverrà anche per il vostro piccolo, ma ci sono bambini curiosi e pronti subito, che accettano il cambiamento appena si parte con brodino o frutta e altri, magari più amanti del latte, più attaccati alle loro abitudini, che hanno bisogno di più tempo per adattarsi alla nuova situazione. Il latte comunque, deve rimanere sempre una costante anche durante lo svezzamento, ritroveranno questo cibo che per mesi li ha nutriti esclusivamente, anche nel periodo delle pappe magari prima della nanna, oppure come merenda, o ancora come sostituto della pappa, se in quel momento non gli va di mangiare,quindi nel passaggio saranno più motivati, perché niente gli viene imposto o tolto con la forza, ma semplicemente verranno integrate delle novità alimentari.
Leggete il libro, ve lo consiglio caldamente, secondo me da modo di capire e leggere il comportamento dei bambini durante lo svezzamento e soprattutto di rispettarlo, di riflesso vivrete tutto con più calma e serenità.
Un abbraccio
Pamela Trainito
Unamelaverdelime

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