Didi il mio amico immaginario e… la PAURA

Io amo molto i libri: amo leggere e leggere ai miei figli. Ritengo che le giovani menti vadano concimate attraverso stimoli ed esempio: l’unico capriccio a cui io e il Marito Paziente non riusciamo mai ad opporci, è l’acquisto di un nuovo amico da sfogliare.
Ci sono due generi di libri per bambini: quelli da ascolto passivo (io genitore o educatore leggo e tu bambino ascolti) e quelli da compartecipazione attiva (io genitore/educatore e te bambino leggiamo insieme e a partire dal libro affrontiamo altri temi). Per capirci, tra i libri che di cui vi abbiamo parlato finora, questo (harry potter) appartiene al primo gruppo, mentre questo (zeb e la scorta di baci) appartiene, anche se in maniera non evidentissima, al secondo.

Il libro di cui vi parlo oggi appartiene decisamente a quelli destinati ad una compartecipazione. È stato pensato, da una mamma, proprio per aiutare i bambini a esprimere certi pensieri ai genitori e aiutare i genitori stessi ad affrontare certe tematiche senza farle diventare “discorsi da grandi”, rimanendo in un livello di comprensione che il bambino può gestire.
Il libro, che mi è stato regalato dalla stessa autrice (conosciuta attraverso una lettrice del nostro sito!!!), si chiama “Didi il mio amico immaginario… e la PAURA”.

Che cos’è la paura? La paura è un concetto che comprende disagio, inesperienza, confronto con cose che non si conoscono, limiti personali o contestuali. Ci sono paure ataviche, derivate dalla necessità primaria dell’uomo, la sopravvivenza, e paure invece indotte da altri (attraverso letture o immagini non adatte, condizionamenti, ricatti).
Un bambino appena nato non ha ancora una coscienza di sé tale da temere per la propria sopravvivenza, ma verso i due-tre anni inizia ad esplorare in maniera cosciente il mondo che lo circonda e si generano le prime paure: generalmente quella del buio, quella del restare da solo, quella di rumori che non conosce.
Che siano innate o indotte (quanti genitori ancora insistono, ancora oggi, con la storia dell’uomo nero, quanti?!?), queste paure vanno affrontate e questo libro ci aiuta a farlo.

Il tramite, nel libro, tra il bambino e la presa di coscienza di una paura non è un adulto (che il bambino può vedere come un “altro da sé” in mille modi diversi) o un altro bambino (che potrebbe far crescere un senso di inadeguatezza: ci sono bambini che non hanno le mie paure e quindi sono più bravi, più grandi, più intelligenti di me) ma un “amico immaginario” che, come un complice più che come qualcuno che vuole “insegnare”, mostra delle strategie per affrontare le paure; strategie semplicissime (ricordiamoci chi siano i nostri interlocutori!) tanto da essere immediatamente comprensibili e attuabili, ed espresse in rima, ovvero come un “gioco”.
Didi diventa allora il personaggio amico attraverso il quale il bambino può parlare delle sue paure ai genitori e i genitori possono rassicurarlo dandogli delle semplici indicazioni attraverso lo stesso personaggio, lasciando il tutto allo stesso livello, senza entrare “da genitori”.

Io lo trovo bellissimo, mi sta aiutando ad affrontare il discorso “paure” con i miei figli, che avendo già quasi 5 e 7 anni iniziano a volersi percepire come “indipendenti” dalla figura genitoriale senza saperne affrontare le conseguenze e sono intrappolati nella lotta tra il sentirsi grandi ed avere delle paure che loro stessi associano all’essere piccoli, con conseguente vergogna.
Come libro ha diversi livelli, anche per i bambini: può essere semplicemente sfogliato per guardare i disegni (Didi è un personaggio con una sua fisionomia base in modo da evitare identificazioni) in autonomia, può essere visto insieme ai genitori per affrontare il discorso “paura” o anche solo per leggere una cosa in rima. Una volta capito lo scopo del libro, i bambini possono anche utilizzarlo per farci capire che hanno il bisogno di parlarci di una paura, semplicemente chiedendoci di leggerlo insieme, il ché secondo me è un enorme potenziale!
Insomma è un libro che, nella Tana, ha ricevuto consensi da grandi e meno grandi!

 

Titolo del libro: Didi il mio amico immaginario e… la PAURA

Autore: Stefania Sommavilla

Editore: Il Ciliegio Edizioni

Target di riferimento: dai 3-4 anni in poi.

Ci piace perché: è un libro scritto da una mamma e nato dalla sua esperienza.

Lo consigliamo perché: è un libro che aiuta i bambini a parlare delle loro paure e gli adulti a far loro capire come affrontarle.

Una frase che ci ha colpito: le “istruzioni per l’uso” recitano, testualmente: seduti comodamente con mamma o con papà… leggere lentamente… per poi parlarne a volontà!
Insieme a Didi possiamo affrontare non solo la paura, ma anche la diversità culturale e la separazione: vi invito a visitare questo sito http://www.didiamicoimmaginario.com per maggiori info al riguardo.
Inoltre prossimamente vi coinvolgeremo in un’iniziativa a partire da un altro libro scritto da Stefania insieme a Federica Riva: iniziate a sbirciare qui http://www.e-sfida.it/!

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Informazioni su cescar76

Architetto per scelta, mamma a tempo pieno, scrittice per passione, blogger per divertimento, artista per vocazione, vivo felice nella mia Tana Africana con un Marito Paziente e due Patati che adoro.

  1. Lucreziapericolleghi

    Ti faccio una domanda stupida:quando e come hai iniziato a leggere libri ai tuoi piccoli?E quali???? La mia bimba ha un anno, penso sia davvero piccola per cconcentrarsi, i libri li mangia (!) e si sofferma qualche volta sulle figure.E mi piacerebbe tanto che fosse in futuro una piccola lettrice. Quando mi consigli di iniziare? ??? Io le leggo le storie ma finisce che mi ritrovo sola nella sua camera e lei nel bagno a “stappare”il bidet!

    • io ho iniziato prestissimo: con il grande a tipo un anno, mentre era nel lettino la sera, ci sedevamo per terra lì accanto e leggevamo dei libretti semplicissimi; con il piccolo ancora prima, poiché a sei mesi è andato a dormire in camera con il fratello oltre ai libretti per lui ha anche ascolta libri da bambini più grandi.
      Non so se e quanto questa cosa abbia influito, ma i miei figli hanno avuto da subito una proprietà di linguaggio notevole.
      Per iniziare, scegli momenti “statici”: tipo il pre-nanna! 😉

  2. Libellulina Sono Io

    Grande Fra!! Anche noi sono sempre alla ricerca di libri!! Quelli li compriamo tutto l’anno senza aspettare “ricorrenze”. Questo di certo lo comprerò!!
    Lucrezia, mi intrometto e mi sento di consigliarti 🙂
    La mia bimba è una lettrice incallita. Noi abbiamo cominciato con libri con molte figure e poche cose da leggere. Solitamente la sera per conciliare la nanna e trovare un momento rilassante a fine giornata. Ora lei a volte chiede a me di leggere (indistintamente ad ogni ora), altre volte, prende i libri che sa a memoria e “legge” a modo suo ad una schiera di pupazzi. Non credo ci sia un’età, piuttosto se già è curiosa con quelli che hanno le figure, potresti provare a “spiegarle” quello che vede… è così bello che i bimbi siano curiosi e circondati di libri… credo siano i migliori compagni d’avventura che possano avere!!!

    • Lucreziapericolleghi

      Grazie, Libellulina.E’che fatico un pó a trovare un momento in cui lei si rilassa perché, avendo imparato da poco a camminare, è sempre in perenne movimento e sembra non si concentri su nulla.Ma credo sia una fase.Io, nel frattempo, insisto a raccontarle le figure mentre lei tenta di mangiarsi le pagine…..

      • Giusi

        Lucrezia, Lorenzo adora i libri, ma inizialmente li mordeva, li strappava, li leccava. Poi verso i 18 mesi ha iniziato ad apprezzarne le figure e ora che ha 3 anni la lettura è quotidiana. Quindi tutto normale 😉

      • Lucrezia prova a iniziare la sera al momento di metterla a letto, leggere di giorno e ottenere la giusta attenzione è difficile anche con Valerio che ha quasi 5 anni!!!

    • libellulina, dai un’occhiata anche agli altri della serie: sono tutti molto interessanti!!! 😉

  3. Sara

    Colgo il consiglio al volo! sono sempre alla ricerca di titoli nuovi per la libreria della piccola. Questa delle paure poi è una problematica abbastanza attuale: lo metto in whishlist subito

  4. Ciao mamme, sono Stefania, la mamma che ha scritto il libro di cui sopra, vi racconto un aneddoto:
    da quando è uscito il mio libro ho creato dei laboratori delle emozioni che tengo negli asili della zona in cui abito, precisamente a Treviso (non posso spostarmi tanto visto che ho tre figli e, come voi sapete, non possiamo allontanarci di molto quando sono all’asilo o a scuola, altrimenti ci arriverà sicuramente la fatidica telefonata: “febbre”…).
    Quando realizzo questi incontri porto con me il pupazzo Didi double-face… da una parte preoccupato (per quando io e lui entriamo) e dall’altra felice (dopo che i bimbi ci hanno detto qualcosa di carino)…non vi dico l’entusiasmo che provano nel momento in cui Didi si gira e mostra loro un viso sorridente.
    Dunque, un giorno, un bimbo di quattro anni mi confida, senza essere sentito dagli altri, che la sua paura più grande è rimanere nel lettino di notte da solo;
    io lo rassicuro, come noi mamme sappiamo fare, e finisco il mio laboratorio.
    Qualche giorno dopo lo incontro in chiesa e, venendomi incontro, mi dice che la sua mamma gli ha comperato il libro di “Didi amico immaginario e le paure” e glielo legge ogni sera e mi si confida nuovamente dicendomi che ha “un po’ meno paura”!(usa proprio queste parole).
    Allora decido di fargli avere un pupazzo Didi, come quello che uso io nei miei interventi all’asilo.
    Lo consegno alla sua mamma dicendole che è un mio regalo per suo figlio.
    Dopo una settimana incontro nuovamente Giosuè, così si chiama il piccolino, corre verso di me con un sorriso meraviglioso e mi dice “lo sai che da quando Didi sta nel lettino con me dormo sempre senza paura, non piango mica sai!!!” e se ne va!
    Ecco, voi non avete idea della gioia che ho provato!
    Baci a tutte!
    Stefi

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