Nella baby box di Beatrice e Andrea

20140108-232747.jpgMi sono riproposta di scrivere questo post su un argomento (come altre mamme hanno fatto nei loro blog) che si rifà all’iniziativa del governo finlandese di regalare alle neomamme una scatola di cartone (spesso utilizzata proprio come culla) contenente una serie di oggetti utili per i primi mesi di vita dei nenonati: la baby box. Il gioco consiste nell’immaginare cosa io metterei nella scatola dei miei figli, per fare in modo che la loro crescita sia in qualche modo avviata e facilitata. Io ho due figli, Beatrice di sette anni e Andrea di tre. Ebbene, scriverne non è stato facile come pensavo. L’impulso di scrivere di sentimenti e valori c’è stato, ma ho cercato di controllare questo mio smielato modo di vedere i miei figli. Smielato perchè, nonostante i miei sforzi, per me loro restano quegli adorabili fagottini da coccolare in continuazione, ma ormai non lo sono decisamente più! Sono persone indipendenti e con idee molto definite, spesso lontano dalle mie (ma in fondo io sono solo la mamma). La mia idea è quindi quella di mettere dentro alla famosa scatola degli oggetti, che ovviamente hanno un significato per il loro futuro, ma che ricalcano le loro attitudini e i loro gusti di adesso, per non far dimenticare mai loro che bambini sono stati.

Per Beatrice:
Libri, libri, tanti libri. E segnalibri, per non perdersi mai tra le loro pagine, perchè per una lettrice come lei, può succedere anche questo. E’ bellissimo vedere come si immerge nelle storie che leggiamo (condivisione che mi macherà tra pochissimo tempo), come fa sue scene e discorsi, come ama sperimentare generi diversi e come riesca a capirne le diverse sfumature. Ed è bellissimo vedere cosa può fare la lettura nella mente e nel cuore di una piccola donna in divenire.
Colori: pastelli, pennarelli, tempere e acquerelli. Una passione, quella per il disegno, che la fa sentire vera. Non sarà certo più brava o portata di altri, ma la soddisfazione per ciò che crea sulla carta è stata una delle prime cose che le ha fatto capire di potersi in qualche modo distinguere, di poter essere unica.
Carte da gioco. Non voglio promuovere il gioco fine a se stesso, ma la consapevolezza di cosa vuol dire giocare una partita a carte. La consapevolezza della vittoria e della sconfitta, che non dipendono solo da te. Nel gioco delle carte infatti si mescolano cervello, casualità e avversari (ma anche compagni di gioco) e nella vita non si può e non si deve fare a meno di nessuna di queste variabili.
Biglietti aerei. Viaggiare, conoscere e vivere posti lontani. Un arricchimento culturale insostituibile.
Numero di telefono. Potrà essere quello della sua migliore amica, amico, inutile dire che quello di mamma e papà saranno sempre a disposizione. Un numero da chiamare, che troverà sempre libero, per rispondere alle richieste di aiuto, conforto e chiacchiere. Ma che sono certa che userà a sua volta per ascoltare, aiutare, confortare e chiacchierare.

Per Andrea:
Costruzioni. Fantasia, creatività, pazienza, senso delle misure e dell’equilibrio. Doti che si imparano da piccolo, ma che sono fondamentali in tutti gli aspetti della vita. E vedendo come gioca il suo papà con le costruzioni, sono anche un ottimo passatempo da adulti.
Cannocchiale. Adesso gioca a fare il piccolo pirata, va in giro per casa, e non, con il suo cannocchiale giocattolo. Sperimenta, guarda lontano e poi lo gira, si chiude un occhio con la mano, sta imparando a valutare le distanze. Da grande potrà guardare lontano, capire e cogliere particolari e tornare a sognare di essere il pirata della sua nave.
Macchina fotografica. Mi piace quando mi chiede il cellulare per fare foto. Spesso sfocate e mosse, noto che pian piano la sua abilità nell’inquadrare soggetti sta migliorando. Ma la cosa che tanto gli piace fare è riguardare le foto fatte (non solo le sue). Ho messo questo oggetto nella box del mio maschietto (sapendo che anche Beatrice sarebbe felice di trovarlo) perchè vorrei che continuasse ad amare la fotografia, a fare e a riguardare gli scatti, ricordando momenti importanti o meno.
Strumenti musicali. A tre anni ha chiesto a Babbo Natale una batteria e un violino, adora cantare e mettere su i nostri cd. Mi piacerebbe che vivesse la musica attivamente, che lo accompagnasse nei momenti della vita, perchè la musica ti aiuta nei momenti difficili e migliora i momenti già felici.
Scarpe da ginnastica. Se adesso la corsa rappresenta il suo gioco preferito, vorrei che più avanti correre significasse attività, velocità e divertimento. E vorrei che significasse sempre andare verso la vita e mai scappare di fronte alle difficoltà.

A completare queste speciali baby box vorrei aggiungere ciò che non può essere chiuso in una scatola (lo sapevo che ci sarei cascata…): entusiasmo, voglia di provare e voglia di farcela, l’amore vero e amici sinceri. E con questo, forse, ho finito!
E voi, cosa mettereste nella baby box dei vostri figi?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: