Nuovi inizi per Lorenzo

Nuovi inizi per il mio piccolo Lorenzo. Ancora nuovi inizi e ha solo tre anni.
Questa volta il nuovo inizio si chiama Scuola Materna e, poiché Lorenzo è nato a gennaio, il passaggio dal nido avverrà ora anziché a settembre. Non so se questa scelta sia quella giusta, sono fermamente convinta di non fargli iniziare le Elementari in anticipo, ma iniziare la Scuola Materna, anzi la Scuola dell’Infanzia secondo la più corretta nuova dizione (pare che “materna” sia discriminante per i papà) in anticipo mi sembrava un’opportunità per un bimbo con tanta voglia di crescere ed emanciparsi: i programmi didattici sono interessanti, farà inglese, musica, nuoto, tutto come gioco, si intende, non potrebbe che essere così. Abbiamo deciso di lasciarlo nella stessa struttura in cui è ora quindi il passaggio verrà fatto dall’interno e in modo graduale, con molti dei suoi amichetti storici che passano con lui, ma nonostante questo mi trovo a vivere questo passaggio con un po’ d’ansia. Quest’estate lo abbiamo portato al mare dopo venti giorni dalla nascita di Leonardo con mia immensa fatica, pensando di fargli un regalo, invece lo abbiamo gettato nella confusione più profonda. Dopo un trasloco e l’arrivo di un fratello, Lorenzo ha preso malissimo la trasferta al mare, forse temeva un ennesimo stravolgimento, fatto sta che chiedeva continuamente di tornare a casa ed era stranamente piagnucoloso e chiuso. Questo mi ha fatto rendere conto di quanto siano in realtà fragili i bimbi e quanto i nostri metri di giudizio siano spesso sbagliati per loro e i nostri tempi e la nostra sensibilità completamente diversi.
La scuola materna significherà per lui maestre nuove, essere di nuovo il più piccolo tra bimbi più grandi, ambienti nuovi. Ancora una volta affrontiamo una tappa nel cammino della sua crescita e il mio compito è quello di tenergli la mano e fargli coraggio.
Il Nido è stato per lui un nido nel vero senso della parola: due anni e più passati tra quelle mura colorate con maestre affettuose e amorevoli. Ha imparato lì come a casa a gattonare, a camminare, a tenere la forchetta, a lavarsi i denti. Mi ricordo la maestra Anna passarci le ore a chiamarlo chinata e a provare a farlo camminare. Anna peraltro è stata una delle prime parole dette da Lorenzo, un grande amore reciproco: lui è “il preferito della maestra Anna”, così lo chiamano gli altri bimbi della Materna.
Anche per me si tratta di ricominciare una routine, di imparare a conoscere e a fidarmi di persone nuove e soprattutto di vedere il mio cucciolo spiccare un altro piccolo volo, col magone misto orgoglio di chi resta a guardare giù.
Mi farò coraggio, martedì, anche per lui: armati di materassino nuovo e zainetto varcheremo il cancello con tutto l’entusiasmo possibile.
Le lacrimucce le riservo per quando risalirò in auto.

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