Le avventure nella Tana: la Nintendo 2DS e i Pokemon!

Io sono stata una bimba molto fortunata. Ho avuto, e ce l’ho ancora eh, un padre amante delle nuove tecnologie e molto all’avanguardia, che faceva sistemi informatici. Questo, tradotto, ha significato che mentre i miei coetanei giocavano con le varie neonate consolle di giochi elettronici, io usavo un vero PC, sapevo caricarmi i giochi in ambiente DOS, conoscevo la periferica B e disegnavo col mouse.
Tutto ciò per dire che io, i videogiochi, quelli famosi, quelli che chiunque sia cresciuto negli anni 80 venera, non li conosco e non ci so giocare.
Mi manca il coordinamento, proprio.
Ho fatto outing. Non infierite.

Diversamente, vivaddio, da me, i miei figli non hanno di questi problemi: messi di fronte a qualsiasi gioco e a qualsiasi consolle, imparano in meno di due ore tutto ciò che c’è da imparare. Una cosa impressionante, davvero. Soprattutto se si pensa che il loro primo incontro con la tecnologia in questo senso è avvenuto tipo un anno fa, con l’Ipad.
Fino a dicembre, i patati hanno sfruttato oltre all’ipad solamente la Wii del nostro vicino di casa, che, nei suoi lunghi periodi di assenza, ci ha permesso di metterla in mano a quei due nerd da videogioco sotto il metro e mezzo che stazionano sul divano di casa mia e che dicono essere i miei figli.

nintendo 1A dicembre, poi, ci ha contattato la gentilissima Stefania, del sito La scatola dei Giocattoli (ne abbiamo già parlato qui, ricordate?), chiedendoci la nostra disponibilità a testare la nuova Nintendo 2DS nel suo pack speciale comprendente anche il gioco Pokemon X. Ma wow, ovvio che sì, la fra già immaginava la contentezza patata quando avrebbero capito cosa fosse! Abbiamo organizzato la staffetta con un amico che sarebbe tornato in Costa d’Avorio subito dopo Natale e il 29 mattina i patati han trovato una meravigliosa sorpresa ad attenderli.
Pensavamo, da genitori ingenui, di dover loro spiegare cosa fosse quella nuova console e invece Patato Piccolo l’ha vista e ha gridato “la Nintendo 2DS!!! Evviva!!!”: ovviamente il lancio della nuova console era stato pubblicizzato anche sui canali francesi, solo che alla fra questo particolare era sfuggito (l’ha capito dalla pronuncia “de-d-es” invece che “due-di-esse”, di Patato Grande).
Impostata la lingua (l’hai chiamata de-d-es? e mo ti becchi il francese, tiè!) e la connessione, la Nintendo 2DS è stata infine affidata alle mani tese dei miei figli, che la stavano guardando più o meno come il lupo guarderebbe cappuccetto rosso. Da allora è stato amore e le mie giornate sono state riempite di frasi tipo “Mamma, ora è il mio turno di giocare!” “No, non è vero toccava a me adesso!” e anche di frasi meno bellicose come “Mamma, guarda ho sbloccato un Pokemon nuovo”.

Ora, devo dire che la mia difficoltà di madre è stata più sulla gestione di frasi del secondo tipo piuttosto che del primo: il capriccio lo gestisco bene con un timer e con lo sguardo che il cacciatore rivolgerebbe al lupo, il mondo dei Pokemon, invece, mi ha dato qualche difficoltà: alla veneranda età di 37 anni, tranne qualche sparuto racconto del nipote di secondo grado di turno, la mia conoscenza di questi personaggi era pressoché nulla. Anzi, partivo pure dai tipici preconcetti che chiunque sia cresciuto con cartoni animati tipo “Lady Oscar” e “I Cavalieri dello Zodiaco” prova nei confronti di qualunque cartone animato sia venuto dopo (a volte anche a ragione, ammettiamolo).

Quindi in questi ultimi 10 giorni ho dovuto fare un corso base accelerato di pokemonagine, sia per poter controllare cosa effettivamente stavo mettendo in mano ai miei figli, sia per evitare lo sguardo di profonda commiserazione di Patato Grande, ché Catone il Censore a confronto era un dilettante.
Durante le vacanze natalizie ho dunque seguito i Patati allenare i loro Pokemon, guadagnarne altri, incrementare le loro possibilità, scoprire parti diverse dell’ambientazione. Ho anche provato a documentarmi su Internet, ma per una neofita come me non ho trovato nulla, purtroppo. Pokemon for dummies non pervenuto :-(. Diciamo che conto di rimettermi in paro quando i figli cederanno la console un minimo e si dichiareranno disponibili a spiegare alla mamma-matusa almeno i concetti e le mosse base.

nintendo 3Per quanto riguarda la console invece, per quanto non sia una nerd, sapevo perfino io che la 2DS era in uscita e ne avevo apprezzato le caratteristiche annunciate, che la rendono adatta anche a bambini più piccoli. Avevo infatti sentito dire che la 3DS fosse sconsigliata al di sotto dei 10-12 anni per possibili problemi derivanti dall’animazione 3D, per quanto eliminabile (anche se i bambini il modo per avere quello che vogliono, chissà come, ma lo trovano sempre), perciò avevo plaudito il ritorno ad una grafica 2D più adatta anche a bambini più piccoli (che vaglielo a far capire ad un bambino il concetto di “non adatto alla tua età”, quando il compagno di banco Gianannibale ce l’ha e ci gioca serenamente) (cosa che ci aveva fatto scartare a priori la 3DS per i patati).
La 2DS va quindi a soddisfare quella fascia di utenti tra i 6 e i 12 anni, che rimanevano un po’ esclusi, e questo non è solo annunciato dalla sua caratteristica principale (il 2D) ma è evidente anche al primo sguardo: più resistente, senza sportellino (che carino, sì, ma mettilo in mano ad un seienne e poi ne parliamo), più ergonomico e leggermente inclinato (che facilita la visione tra i due schermi).
Inoltre la compatibilità sia con i giochi già usciti che con quelli in uscita per la 3DS la rende una console al passo con le sorelle maggiori e immaginando di avere dei figli di età diverse (uno sopra, uno sotto i 12 anni) permette di poter fare lo stesso tipo di gioco senza alcuna differenza se non la visione 3D.

Volendo vedere qualche caratteristica più tecnica, la nuova console, oltre al classico dispositivo di comando a  + , tipico delle console Nintendo, ha anche un pad scorrevole e dei sensori di movimento. Tutto questo rende il gioco più fluido e divertente, almeno a quella che è l’esperienza patata. Venendo da una Wii, i patati hanno iniziato dapprima ad utilizzare solo la pulsantiera +, ma ben presto hanno esplorato le diverse possibilità e ora le utilizzano tutte secondo la voglia o le esigenze di gioco.

Nella confezione vengono fornite anche delle carte per giocare in modalità “realtà aumentata” (RA), compatibili sia con la 3DS che con la 2DS: sinceramente abbiamo più o meno capito il concetto e la funzionalità ma non lo abbiamo ancora proposto ai nostri figli: riteniamo sia presto (forse anche a torto, ma diciamo “a sentimento”), quindi le abbiamo messe da parte e le useremo in seguito.

nintendo 2Insomma in casa LaTana la Nintendo 2DS non ha convinto solo i patati (che non per dire, ma ci voleva assai poco) ma anche gli occasionali giocatori over30 (decisamente meno facili da convincere).
Unico appunto che può essere fatto è che essendo priva di sportello (e per questo come già detto meno “delicata”), questa console è ovviamente più soggetta ad urti e deve essere dotata assolutamente di custodia (un po’ come l’Ipad, per capirci), cosa che deve essere presa in considerazione contestualmente all’acquisto o alla ricezione (noi la stiamo cercando, ma qui non è ovviamente facile né immediato, la fra si mangia le mani per non averci pensato per tempo!).

Tirando le somme, la nostra esperienza è stata nettamente positiva su tutti i fronti e ci sentiamo di consigliarla tranquillamente per bambini dai 5-6 anni in poi. I miei figli consigliano anche il gioco Pokemon X e io non ho le capacità né la conoscenza per smentirli, quindi direi che la confezione che li contiene entrambi risolva il problema.
Il prezzo di lancio, gioco compreso, è anche piuttosto interessante (abbastanza inferiore, anche se non sostanzialmente, alla 3DS), quindi si presta abbastanza bene anche ad essere un regalo di “gruppo” (per esempio in caso di compleanni di compagni di classe).
Per quanto riguarda noi, attualmente l’unico problema è convincere Patato Piccolo (il più invasato dei due, con qualsiasi dispositivo elettronico che supporti giochi di qualsiasi tipo) della necessità di lasciarla anche al fratello, ogni tanto, fortuna che esistono i timer!!!

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Informazioni su cescar76

Architetto per scelta, mamma a tempo pieno, scrittice per passione, blogger per divertimento, artista per vocazione, vivo felice nella mia Tana Africana con un Marito Paziente e due Patati che adoro.

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