Ieri, oggi, domani

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C’è una donna che corre tutto il giorno. Arriva a sera e con un occhio al salotto, dove i suoi due figli si litigano il telecomando, e un occhio ai fornelli, prepara gli spinaci in padella con la sottiletta, la bistecca ai ferri e una pastina al volo.
La sua giornata è pesante e lunghissima: il lavoro, i compiti coi figli, le lezioni di musica, lo sport. Ed è sempre lei che corre avanti e indietro in macchina.
Ha principi ben saldi sull’educazione che vuole impartire ai figli: poca tv, tanti libri, giochi intelligenti e mai troppi. Perché i bambini che hanno troppo non apprezzano più niente, e crescono viziati, e i bambini viziati non li concepisce, lei, immersa nel boom economico, ma figlia di una generazione con le pezze ai pantaloni.

Quella mezz’ora prima di cena davanti alla tv, la concede più a se stessa che a loro; spera di godere dei minuti di calma necessari per poter arrangiare un pasto nutriente. Sarà invece l’ennesima mezz’ora di liti, in un duello indefesso tra Kiss Me Licia e L’Uomo Tigre, e mai che riuscissero a mettersi d’accordo, quei due.

Poi finalmente ci si siede a tavola. E’ rientrato anche il Papà, che fa il pendolare e arriva sempre giusto giusto per prendere posto a capotavola. Si cena e si chiacchiera del più e del meno. Più che altro si commenta quel che passa al tiggì.
“Com’è andata la scuola? Novità?”
(La scuola è importante; è fondamentale. La scuola aprirà le porte giuste ai suoi bambini, é quindi bene che si applichino.)
E poi coi bambini si parla da bambini. Per esempio, per convincerli a mangiare, si raccontano storie di come quelle stelline di pasta che galleggiano nel piatto, la mamma le sia andate a cogliere con un retino una ad una, su nel cielo, proprio per loro.

Al momento della nanna Lei va dal piccolo, per il lunghissimo rituale che lo condurà nel sonno, mentre il Papà si dedica alla grande, che si è inventata un rituale anche lei, che non ne aveva mai avuto uno, pur di pareggiare i conti col fratello, nella conta delle attenzioni ricevute da mamma e papà.

La vita scorre via veloce: si lasciano indietro momenti, occasioni; si perdono per strada le coccole non fatte per mancanza di tempo, o per precetti pedagogici figli di un’epoca che sta per finire.

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C’è un’altra donna, che un tempo non avrebbe mai guidato in autostrada e invece ora lo fa. Non è mai stata pendolare, e invece ora, se il tempo non è buono -se piove o quando fa buio troppo presto-, prende la corriera due o tre volte la settimana per raggiungere le sue nipoti.

Le piace da matti stringere e far ballare quei corpicini tondi e sodi, e far ridere con storielle e filastrocche quegli occhi spalancati su di lei che non chiedono spiegazioni, non pretendono: sanno solo dare.
Non ha timore che le troppe coccole le possano guastare.

Le piace inventare storie, e scriverle per loro: ha rispolverato la matita e i pastelli di quando sapeva disegnare, per illustrare quei mondi che va creando per loro.
Le piace perdere tempo a fare quasi niente, seduta in terra come non faceva neanche da adolescente. Le piace comprare cose piccole in continuazione e improvvisare Natale ogni volta che va da loro.

La vita ha disilluso le sue aspettative di ragazza: credeva che il mondo sarebbe stato tutto in salita, credeva che i vizi quotidiani ne avrebbero compromesso il cammino, e invece ha capito che non funzionava così, e che spesso le cicale han la meglio sulle formiche, checchè ne dicesse De La Fontaine.

Adesso si augura per le nipotine che siano felici, che guardino bei film alla tv, che giochino finchè si può, e che trovino (ma dopo) qualcosa di cui occuparsi che possano anche amare.

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Queste due donne sono la stessa donna: una è una mamma, e una è una nonna.

Le vite non si possono rifare una seconda volta, per rifarle meglio.

In qualche misura, però, chi abbia la sorte di diventare nonno, ha un’occasione che ha il sapore della rivincita: quella di prendersi gli spazi di cui un tempo non ha potuto godere, le libertà che un tempo non ha potuto esercitare.
Quella di avere il tempo che, quando era il suo turno, sapeva solo scappare veloce fra le dita.

Silu1979

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Informazioni su Silvia

Sono un'ex film-producer, una cantante (che nessuno ha mai sentito cantare), una scrittrice di storie (che nessuno ha mai letto) e una mamma di femmine. Ho sempre una serie di progetti, qualcuno arriva persino in porto. Un giorno tutto questo sarà mio.

  1. Sniff. Piango. Quante verità in queste parole. Le sapevo già, ma ho dovuto leggerle per capirle davvero.

  2. Pingback: Un anno… in post |

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