Latte nero. Storia di una madre che non si sente abbastanza

Torno a parlare di libri “seri”, quelli per cui vale la pena spendere qualche parola e un po’ del nostro tempo per affrontarne la lettura.

In Latte Nero ELIF SHAFAK, scrittrice turca autrice della Bastarda di Istanbul, affronta il problema della depressione post partum e delle donne nella società moderna.

Più riguardo a Latte nero

Mai titolo fu più evocativo per me.
Latte Nero.
Come se la depressione potesse essere in grado di avvelenare il nostro latte, almeno così credevano un tempo. Ma potrebbe non essere poi così assurdo, se pensiamo a quante madri rinunciano all’allattamento al seno in quella delicatissima fase in cui ogni nostra certezza  sembra sgretolarsi.

Questo volume non si rivolge solo alle donne che hanno attraversato o attraverseranno una depressione analoga alla mia, ma a chiunque — uomo o donna, single o sposato, con o senza figli, scrittore o lettore — trovi difficile, talvolta, destreggiarsi in questa molteplicità di ruoli e responsabilità nella propria vita

Quante di noi si sono ritrovate ad affrontare la maternità, cercata o inaspettata, con paura e senso di inadeguatezza? Un processo normale oggi come ieri, perché mamma non si nasce, mamma si diventa con il tempo. Il baby blues è solo un problema di ormoni da smaltire? No. Non credo sia solo questo. Spesso significa dover radere al suolo tutto il nostro io interiore e far ordine tra le macerie per ricostruire la propria identità. Essere madre significa dover ricreare se stesse in maniera diversa, instaurare equilibri nuovi tra noi e il mondo esterno. E quando si tratta di dover trovare un nuovo equilibrio il percorso non è mai facile.

ciononostante una donna non diventa madre nel momento in cui partorisce. Si tratta di un processo di apprendimento, e alcune impiegano più tempo di altre.”
“Nessuna donna è totalmente immune alla depressione post partum. Forse proprio le più forti e fiduciose sono, in realtà, le più vulnerabili.

In questo libro la Shafak ci introduce anche al mondo delle scrittrici moderne, quelle che sono diventate mamme e quelle che hanno rinunciato alla maternità per la carriera o perché non hanno sentito il cosiddetto orologio biologico ticchettare impazientemente.
È un libro che narra un percorso, ma anche la nascita di una donna nuova, consapevole di nuovi aspetti della sua personalità, quelli sotterrati e nascosti da tanto tempo, emersi prepotentemente in un momento di riflessione sulla propria esistenza.

Mi sarebbe piaciuto poter leggere questo libro subito dopo il parto, forse mi sarei sentita meno aliena. Il problema attuale è che nonostante la socialmediadizzazione della nostra vita siamo soli. La comunità è virtuale ma il nostro tessuto sociale è debole. In passato non era così, si aveva l’appoggio di una rete familiare allargata che non consentiva “momenti di solutidine”, ma con la sua invadenza evitava o poneva rimedio in parte la caduta nel tunnel. Il ruolo della madre era definito da regole precise alle quali era più semplice attenersi. Non so cosa sia meglio, io sono figlia di quest’epoca di rapporti virtuali. Il ruolo delle donne si è dilatato comprendendo maggiori responsabilità e più problematiche. E’ un punto su cui riflettere. Ma credo sempre che la cura migliore sia quella composta da tre fattori: l’informazione, il dialogo e l’ascolto.

Buona lettura

Latte nero. Storia di una madre che non si sente abbastanza

Shafak Elif

2010, 355 p.

Rizzoli (collana Scala stranieri)

Prezzo di copertina € 15,00

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