Taccozze di Nonna Lina

taccozze instamammeOgni mattina mi alzavo e il sugo stava già cuocendo. La pentola era di terracotta, con un fil di ferro intorno, messo da mio nonno per arginare una crepa. Mia nonna era già indaffarata tra fornelli e faccende varie, col suo grembiule verde con cui la rivedo sempre nei miei sogni, mio nonno era appena rientrato dall’orto e faceva la sua colazione che consisteva in pane bagnato nell’acqua con olio e sale e pomodoro, la “zampanella”. Io facevo colazione veloce, sempre con gli stessi biscotti che nonna comprava per noi nipoti e, se non dovevo litigare con mia madre per i compiti delle vacanze, correvo fuori dalle mie inseparabili amiche.
A mezzogiorno da ogni terrazzo le nonne si sgolavano a chiamare i nipoti e uno per uno rientravamo.
Trovavo la cucina in penombra, per tenere fuori mosche e caldo, e la tavola imbandita.
Il sugo che faceva mia nonna era molto liquido, sempre a base di carne di agnello, finita la pasta ne restava un centimetro nel piatto, un invito alla scarpetta proibitissima da mio nonno, rigido ex carabiniere, che faceva finta di non vedermi mentre la facevo. Mia nonna era capace di fare tagliatelle a mano, solo col mattarello. A sei anni faceva già la pasta per i suoi quattro fratelli che rientravano dai campi, affamatissimi.
Il formato di pasta che adoravo sopra ogni cosa erano le “taccozze”, pasta fresca senza uova, solo farina e acqua, tagliata in losanghe di 2-3 cm. Non ho trovato riscontro sulla rete riguardo a questa pasta, si parla solo di taccozze molisane, a base di uova e più piccole.
Sono dunque la prima a postarne una ricetta e a rendere giustizia a questo formato e a questo piatto che mi riporta alle mie meravigliose estati in Abruzzo.
Il terremoto mi ha portato via la casa materna e i luoghi della mia infanzia, mi sono rimasti solo ricordi e sogni ricorrenti. Le taccozze per me sono più che una semplice ricetta.
A casa mia il testimone per la produzione di taccozze è passato stranamente da suocera a genero, quindi i miei figli parleranno di taccozze di nonno Lorenzo. La ricetta è un po’ empirica, come tutte le ricette di casa che si rispettino. Bisogna impastare farina di grano tenero e acqua fino a farne una palla lavorabile col mattarello.
Una volta distesa con un’altezza di 3 mm bisogna lasciarla un po’ riposare prima di tagliarla a losanghe.
A questo punto si può cuocere in abbondante acqua salata.
Le taccozze vanno condite con sugo piuttosto liquido di carne e spolverate con abbondante pecorino.
Buon appetito!

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Un Commento

  1. Ciao!

    Complimenti per il blog, e per questo piatto in particolare!

    Mi piacerebbe avere il tuo parere sulla mia ricetta (lasagna al pistacchio) ! Se ti va, il link é: https://chocolatespoonandthecamera.wordpress.com/2013/01/01/lasagne-with-pistacchio-lasagne-al-pistacchio/

    Buona giornata!

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