Legami di famiglia

Una collega consulente ha condiviso con me l’aneddoto che riassumo:

Il dott. Talbot in visita a una clinica pediatrica di Dusseldorf, nel dopoguerra, rimase incuriosito dal vedere una donna vecchia e grassa che teneva in braccio un bambino evidentemente affetto da morbillo.

 “Chi è quella?” chiese il Dott. Talbot.

 “Oh quella – rispose Schlossmann – è la vecchia Anna. Quando si è fatto tutto il possibile dal punto di vista medico e questo ancora non si riprende, allora ricorriamo alla vecchia Anna, e lei ce la fa sempre”.

Il bisogno di contatto è sicuramente primario per l’uomo, l’embriologia sostiene che tanto più una funzione vitale è importante e tanto prima si sviluppa l’organo preposto ad attuarla: la pelle è il primo organo che si forma e assume da subito il ruolo di principale “mezzo di comunicazione”.

Un neonato ha bisogno di essere contenuto, di sentirsi accolto e protetto nel calore e tra l’odore di persone familiari, mi piace, a questo proposito, citare la frase di F. Leboyer:

“I piccoli hanno bisogno di latte, sì, ma ancora più di essere amati e di ricevere carezze. Essere portati, cullati, carezzati, essere tenuti e massaggiati sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili, come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più”.

L’uso della fascia è uno metodo infallibile per placare quella che l’ostetrica olandese Lisette Thooft chiama “fame di pelle” e l’osservazione delle culture in cui la pratica del portare è parte di una tradizione consolidata, fa notare quanto il bambino che ha soddisfatto il bisogno di contatto da piccolo, si apra con più interesse al mondo e acquisisca in maniera graduale e serena l’autonomia.

La mamma ha un legame con il suo piccino tanto naturale da rappresentare il continuum di cui ci ha raccontato J. Liedloff, ma proprio perché il legame mamma-bebè è talmente spontaneo da poter essere definito biologico, per un piccolo avere la possibilità di essere portato da più persone che hanno cura della sua crescita è una fortuna maggiore.

I padri sono solitamente i primi a beneficiare del privilegio di portare i piccoli in fascia, essa è la materializzazione del legame d’amore che li avvolge e li unisce.

Ma attorno alle famiglie gravitano altre persone che hanno cura dei bambini: le baby sitter, le maestre d’asilo, le zie e gli zii, ma soprattutto i nonni.

Mi piace esortare le mamme che seguo come consulente a non mantenere per se quanto appreso rispetto alle legature, ma a condividerlo con chi ha un ruolo importante nella vita del loro bambino.

Per un piccolo che inizia il suo viaggio nel mondo è un percorso di apprendimento ricchissimo, “sente la pelle diversa che tocca la propria, sente odori diversi, sente tanti modi di muoversi e di camminare e diversi modi di essere portato”( A. Montagu).

 

Lavoro come consulente a Roma e occasionalmente in Sicilia, quando torno a casa dalla mia famiglia.

I miei contatti sono:

Eliana Gitto @Eliana Gitto

tel. 328 9428293

email: bebe-a-porter@email.it

Il sito web della scuola per trovare la consulente più vicina è: http://www.scuoladelportare.it/dove_siamo.aspx

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