Il metodo Montessori

In seguito al mio articolo di un mese fa, in cui raccontavo il perché della mia scelta di una scuola Montessori per mia figlia, mi avete chiesto di spiegare qualcosa in più di questo metodo. Così mi sono messa a studiare. Ho partecipato ad un incontro con le insegnanti e ho fatto domande specifiche sulle differenze fra questo metodo e la scuola tradizionale.

Eccovi dunque una mini dispensa che spero vi possa essere utile a capire in che cosa consista veramente, al di là delle leggende.

Siete pronti? Mettetevi comodi.

IL METODO MONTESSORI  ovvero  METODO DELL’AUTOEDUCAZIONE

il_Metodo_Montessori-1Secondo la Montessori il bambino non è un vaso vuoto in cui l’adulto debba infilare nozioni, concetti e abilità: il bambino è un essere pieno di potenzialità, che contiene già in sé le proprie abilità. Il compito dell’adulto è quello di aiutarlo a tirarle fuori.

Per il conseguimento di questo risultato è molto importante che il bambino sia autonomo.

Se sarà autonomo fisicamente, saprà prendersi cura della sua persona senza l’aiuto dell’adulto (vestirsi, lavarsi, andare in bagno, mangiare da solo etc..) e guadagnerà consapevolezza di sé e quindi fiducia in se stesso.

Se sarà autonomo intellettivamente, saprà essere perseverante e dunque riuscirà a perseguire i suoi obiettivi e a mettere a frutto tutte le sue potenzialità.

Contribuiscono al conseguimento dell’autonomia di cui sopra,  tre elementi fondamentali: l’ambiente, l’insegnante, il materiale.

L’AMBIENTE

Come può essere autonomo fisicamente un bambino inserito in un contesto in cui tutto è fuori dalla sua portata?

E non si tratta soltanto di altezze, si tratta di volumi, di pesi, di misure.

La scuola Montessori è arredata in funzione del bambino: tutto è di una misura alla sua portata, di un peso che gli consenta di manovrare gli oggetti per servirsene con efficacia e di semplice fattura, in modo che sia tutto facile da pulire e tenere in ordine (mobili senza tasselli, scanalature, arzigogoli etc.).

E naturalmente tutto è piacevolmente colorato, per offrire un ambiente allegro in cui i bambini si sentano a proprio agio.

La cura degli oggetti, in questo contesto, può essere affidata ai bambini: qui non si fa niente per finta, si fa per davvero, perchè solo così si impara.

Gli oggetti non sono infrangibili: sono leggeri, in modo che sia scarso il rischio di farli cadere. Sono piccoli, in modo che le manine possano avere una presa salda su di essi, ma per il resto sono come quelli degli adulti: i piatti sono di ceramica, i bicchieri e le brocche sono di vetro, e il ferro da stiro scalda per davvero (senza scottare, ovviamente, ma è in grado di stirare fazzoletti).

Ogni oggetto è unico all’interno di queste scuole. Non ci sono doppioni che mettano d’accordo più contendenti ad una medesima attività: in questo modo i bambini imparano a gestire l’attesa, e con essa, abdicano a quel ruolo di piccoli tiranni che è naturale nei primi anni di vita, e sono introdotti alla democrazia.

Per contro, quando utilizzano un oggetto, lo possono fare per tutto il tempo che desiderano e così godono della calma di cui necessita quella genesi creativa dell’io, che si sta consumando mentre lavorano.

Un clima sereno di lavoro, questo troverete in una scuola Montessoriana, e da questo la potrete individuare come tale.

All’interno della scuola i bambini sono liberi di muoversi come vogliono: non a caso la scuola si chiama Casa dei Bambini.

Dentro quelle mura il bambino è a casa sua. Egli potrà scegliere di spostarsi dalla propria classe, all’aula di vita pratica, all’aula di religione, e scegliere liberamente le attività a cui dedicarsi. La giornata è comunque scandita da appuntamenti fissi: il lavoro, il gioco libero, il pranzo etc. La libertà di scelta non si traduce dunque in un’allegra confusione, nè nell’anarchia più totale, ma in un sistema di libertà organizzata.

L’INSEGNANTE

Il ruolo dell’insegnante in questo contesto,  è assai diverso da quello di un’insegnante tradizionale. Il suo ruolo non è centrale, non ha una cattedra che troneggia in mezzo alla classe.

La maestra insegna al bambino a non avere bisogno dell’adulto, a fare da sé.

L’apprendimento avviene attraverso i materiali, di cui parlerò tra poco, e il compito dell’insegnante è quello di proporre il materiale giusto al momento giusto e spiegarne l’uso.

Seppur esistano indicazioni di massima sulle età di riferimento per ogni materiale, il compito dell’insegnante è quello di osservare il singolo bambino, per capire quando e se è pronto per una data attività, per capire le sue attitudini e le sue inclinazioni, perché ogni bambino è diverso e va osservato nella sua unicità. Ciò che è adatto per un bambino, può non esserlo per un altro: l’intervento dell’insegnante, le proposte che farà, saranno pensate specificamente per ogni alunno.

L’insegnante è la figura che media fra il bambino, l’ambiente e i materiali, la sua azione non è mai impositiva, nè giudicante. Non esistono voti nè compiti in classe nella scuola montessoriana, e non esiste la locuzione “hai sbagliato”, che ferisce il bambino nell’intimo in quanto egli non è in grado di differenziare tra “l’azione” e “se stesso”: sentirsi dire “hai sbagliato”, per lui significa “sei sbagliato”.

Calma, pazienza, carità e umiltà sono le virtù indispensabili dell’insegnante, secondo Maria Montessori.

IL MATERIALE

Che cos’è questo famigerato materiale montessoriano?

Sono giochi, Signore e Signori. Nè più nè meno.

Avete presente certi giochi supposti “intelligenti” che regalate ai vostri piccoli? Ecco, sono certa abbiano preso spunto dalle teorie montessoriane, anche se quasi sempre ne mancano i precetti fondamentali.

Il materiale montessori non è di sostegno, ma di sviluppo: parte dalla sensorialità (il tatto, l’olfatto, la vista, l’udito), per portare il bambino all’astrazione (apprendimento astratto).

La sua caratteristica fondamentale, quella che mancano molti dei giocattoli di cui sopra, è di essere autocorrettivo: il bambino si accorge da solo quando sbaglia, perché il materiale è fatto in modo da fargli capire l’errore. In questo modo egli potrà tornare indietro e ripetere finché non otterrà il risultato corretto, senza che nessuno dall’esterno gli dica “hai sbagliato” (vedi sopra).

I materiali si dividono in sei categorie, corrispondenti ad altrettanti campi del sapere e dell’educazione: vita pratica, materiale sensoriale, psicoaritmetica, linguaggio, educazione cosmica, musica.

Per ognuna di queste categorie esistono materiali adatti ai più piccoli (dai 3 anni) e ai più grandi (fino ai 6 anni). Noterete che, nell’elenco sommario che vi vado a fare per categoria, ci sono elementi che sembrano appartenere più ad un ambito di scuola elementare che non di scuola materna: questo deriva dal fatto che la Montessori individua 4 livelli di sviluppo, di cui il primo (e più fertile) sconfina nella nostra scuola elementare, per fascia di età.

 

il_Metodo_Montessori-3Vita Pratica

Ovvero: attività pratiche atte a sviluppare l’autonomia personale, ma anche ad allenare i muscoli della mano (prensione a tre dita, e agilità del polso) e la coordinazione occhio-mano, come attività propedeutica alla scrittura.

Nell’aula di vita pratica si stira, si serve a tavola (gioco del cameriere e del commensale), si travasa, si annodano stringhe, si allacciano bottoni, si fanno travasi, si puliscono le scarpe, si raccoglie e si pulisce il disordine che deriva dalle attività.

I bambini, specialmente i più piccoli, adorano queste attività e non è un caso che vi si dedichino moltissimo nel primo anno (lo scelgono spontaneamente, come dicevo).

Materiale Sensoriale

Ovvero: oggetti che rappresentano gli attributi delle cose. Il grande, il piccolo, il lungo il corto, il pesante e il leggero.

Ci sono figure geometriche da incastrare (con bottoncino di prensione che intanto allena la prensione a tre dita, vedi sopra), spolette dei colori da appaiare o da mettere in gradazione, triangoli con cui formare altre figure, spolette del ruvido e ampolline degli odori da annusare e appaiare ad occhi chiusi (es. di autocorrezione: questo gioco si fa bendati, quando il bambino toglie la benda, vedrà se ha fatto bene perché le coppie uguali hanno uguale colore) .

Questo materiale fa usare al bambino tutti i sensi ed è particolarmente indicato in queste fasi della crescita in cui egli conosce ancora il mondo attraverso se stesso e i propri sensi.

Per mezzo della sensazione arriverà all’astrazione: quell’asta così lunga che bisogna manovrare con attenzione per non darla in testa a qualcuno, dà il senso della lunghezza anche da un punto di vista sensoriale, pratico.

(es. Il fatto che 100 km non si possono percorrere a piedi perché sono troppi, sarà un’astrazione più alla portata per chi avrà sperimentato “sulla propria pelle” il senso della parola “lungo” ed in tenera età. Non so se mi sono spiegata, ma questo è proprio il senso di passare dalla sensorialità all’astrazione”.)

Psicoaritmetica

Ovvero: scienze matematiche.

Personalmente mi sono ritrovata a pensare che, se avessi fatto una scuola del genere, avrei un rapporto migliore con la matematica. Non so se vi capita, ma per me è assolutamente necessario visualizzare un’operazione aritmetica, scomponendola in decine, per riuscire a farla a mente. Ecco, il materiale di psicoaritmentica fornisce proprio la possibilità di visualizzare concetti astratti quali quantità, unità, decine, centinaia, pari e dispari.

Astrazioni materializzate, questi sono i materiali di psicoaritmetica.

Ci sono i fustelli (permettono di associare cifra e quantità), i bottoncini (unità da distribuire sotto i numeri in forme diverse a seconda che il numero sia pari -quadrilatero- o dispari -pentagono-), perline, astine, quadrati e cubi (unità, decine, centinaia, migliaia), e tavole delle operazioni (sono tavole tipo quelle della dama cinese, per intendersi, all’interno delle quali vengono distribuiti bottoncini che rappresentano l’unità, in modi diversi a seconda dell’operazione da svolgere. Nel caso delle addizioni – a comporre il 10 – sono regoli da incastrare nelle apposite caselle).

Linguaggio

Ovvero: impariamo a leggere e scrivere (prima o poi).

Della propedeutica alla scrittura vi ho già parlato sopra, parlando della vita pratica.

Il materiale del linguaggio invece è atto a insegnare la forma e il suono delle singole lettere, fornendone di due tipi fondamentali: smerigliate (che il bambino più piccolo potrà ricalcare con il ditino iniziando a memorizzarne la forma) e mobili (con le quali potrà iniziare a comporre le parole).

Una cosa importante è che il suono delle lettere viene proposto esattamente com’è: non si dirà, per esempio, “ci di cane”, ma “c di cane”, con il suono duro, gutturale, proprio della parola “cane” (insomma la cantilena dell’alfabeto non viene proposta in quanto perfettamente inutile e del tutto incomprensibile ai più piccoli).

Educazione cosmica

Ovvero: storia, geografia e botanica.

Anche in questo caso i materiali sono modulati a seconda delle diverse età del bambino e sfruttano il tatto (mappamondi con terra e acqua di diversa ruvidezza), i colori, gli incastri (cartine da scomporre e ricomporre come puzzle, alberi da montare e smontare in ogni loro parte) e infine i nomi degli elementi da abbinare ai vari pezzi dei giochi.

Se per la geografia e la botanica vengono introdotte le forme delle cose (che siano parti di un fiore, di un continente o di un albero), per la storia si introducono i concetti legati al tempo che passa, indispensabili per arrivare poi a collocare i fatti della storia stessa, che si apprenderanno più da grandi.

In questa fase i bambini imparano i concetti di ieri, oggi e domani grazie a calendari che via via aggiornano a turno: quello delle stagioni, quello dei giorni della settimana e del mese (a cui ogni giorno applicano elementi legati al tempo che fa, o alle attività svolte, in modo da far comprendere, attraverso la pratica della loro vita, ciò che è accaduto ieri, e ciò che accade oggi e ciò che accadrà domani -che non si sa…-).

Musica

Per la Montessori l’insegnamento della musica è fondamentale e anche questo si apprende, oltre che con l’udito, anche con il corpo.

Se i cilindri sonori introducono nella pratica il piano e il forte e i campanelli (da appaiare a seconda del suono identico) il concetto di scale, per apprendere il ritmo i bambini utilizzano il proprio corpo, sperimentando diversi ritmi di andatura, camminando sul filo (elemento caratteristico della scuola Montessoriana) e magari trasportando qualcosa in mano, o con un libro sulla testa.

Il filo altri non è che una doppia ellisse disegnata sul pavimento, e viene usata per vari giochi.

Nella scuola di mia figlia, per esempio, viene usato anche per “stabilire un ordine” quando è necessario riunire l’allegra banda prima di un cambio attività, per esempio al momento del pranzo, dopo l’ora di gioco libero. I bambini venivano invitati a mettersi sul filo del cortile, le insegnanti li chiamavano a gruppi in base al colore del grembiule e della classe (es. “femmine di sala rosa con grembiule verde”), perché entrassero in sala da pranzo, e gestivano così, con un gioco, un flusso di 100 bambini che diversamente avrebbe potuto risolversi in un caos terribile. Questo esempio seppur appartenga alla scuola di mia figlia, e non sia una prassi codificata, tuttavia dimostra l’uso polivalente del famoso filo (che nei racconti di mia figlia, all’inizio, abbiamo fatto un po’ fatica a decifrare…).

Una nota finale

Alcuni o molti degli elementi di cui vi ho parlato in questo lungo articolo, potreste trovarli anche in alcune scuole tradizionali. Questo non è altri che la dimostrazione del fatto che la teoria montessoriana abbia segnato un importante discrimine con le teorie pedagogiche precedenti, penetrando a fondo nella nostra mentalità attuale. Una scuola, tuttavia, non potrà dirsi montessoriana se non presenterà TUTTE queste caratteristiche fondamentali e fondanti il metodo stesso.

Se vorrete sapere se una scuola è autenticamente montessoriana, non potrete che verificare che vi convivano tutti questi elementi: non esiste, infatti, una certificazione “ufficiale” Montessori.

Alcune informazioni attendibili, fra cui l’elenco delle scuole montessoriane in Italia, le potete trovare sul sito dell’Opera Nazionale Montessori.

Silu1979

(questo articolo è stato stilato sulla base di una conferenza tenuta nella scuola di mia figlia dalle sue maestre e dalla direttrice, ed ha carattere giornalistico/divulgativo, non scientifico – nda)

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Informazioni su Silvia

Sono un'ex film-producer, una cantante (che nessuno ha mai sentito cantare), una scrittrice di storie (che nessuno ha mai letto) e una mamma di femmine. Ho sempre una serie di progetti, qualcuno arriva persino in porto. Un giorno tutto questo sarà mio.

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