il tema del mese: i nonni!

I nonni: quelli presenti, quelli assenti, quelli che aiutano, quelli che restano in disparte, quelli che si impicciano. Non c’è un solo modo per essere nonni, esattamente come non c’è un solo modo per essere genitori. Questa volta il nostro tema del mese ci presenta un argomento delicato: i nonni dei nostri figli sono stati anche i nostri genitori e il loro essere nonni è determinato e condizionato anche dal rapporto genitore-figlio che lo ha preceduto. Chi lo racconta attraverso un augurio, chi attraverso i ricordi; chi nel presente, chi nel passato, chi guarda al futuro… e per voi e i vostri figli, i nonni, che importanza hanno? Raccontatecelo!!!

UNA FORTUNA CHE SA ESSERE FONDAMENTALE di Alieradici

NONNICredo di ritenermi fortunata perché ho avuto la possibilità di vivere, e anche in modo intenso, il rapporto con i miei nonni e di tutti e quattro conservo dei ricordi  vividi nella mente. Ho forse amato di più quelli paterni perché li ho vissuti in maniera più costante, anche quotidiana, e quando se ne sono andati ho perso due radici fondamentali della mia vita. Non hanno mai avuto la presunzione di sostituirsi ai miei genitori ma li hanno coadiuvati nella mia crescita, aiutandoli dove loro non potevano da soli.

Ed è lo stesso con i miei figli. Ora da mamma mi rendo conto che esistono dei frangenti in cui dell’intervento altrui può essere d’aiuto, non che uno non ce la faccia per forza, ma una mano diciamo che non guasta… ed ecco per esempio proprio in questi giorni in cui è ricominciata scuola e attività extrascolastiche con un 4enne e una bimba in fasce tutto tutto non lo riesco a fare e molte volte ( un po’ anche per coccola nei confronti di me figlia ) arriva il,  ben accetto, aiuto del nonno motorizzato che ci scarrozza a destra e a manca…

E mi ricordo di quando ero piccolina ed andavo alle lezioni di danza, che non avrei potuto frequentare se tante volte non mi ci portavano i miei nonni…

Per questo sono felice che mio figlio ( la piccola è ancora troppo piccola )  adori stare in loro compagnia . Li cerca, li chiama, vuole che vengano a trovarci a casa e ha piacere di rimanere da loro.

Spero che Memme e LaPrì possano viverli tanto come ho fatto io, e che possano godere di quel senso di famiglia così come io  ho fatto con i miei adorati nonni.

RICORDI CHE ANCORA MI SCALDANO IL CUORE di Ombrosa

nonniDella mia nonna materna ricordo soprattutto sensazioni. Ricordo il profumo, i vestiti, il modo di camminare e soprattutto ricordo l’ultimo abbraccio che mi diede, senza sapere che sarebbe stato l’ultimo. Di lei ho un video girato con la cinepresa in cui cammina verso il sole, si volta, saluta con la mano e riparte. Mi fa male ancora oggi la sua assenza, ancora oggi vorrei averla avuta vicino.

Con la mia nonna paterna sono praticamente cresciuta. Lei era rigidamente cattolica e questo ha portato spesso a scontrarci. Lei era dura e inflessibile, intransigente su quasi tutto ma mi amava tantissimo. Era il cardine della vita della famiglia, intorno alla sua figura forte e alla sua cucina ruotavano zii e cugini e da quando non c’è più è diventato tutto più difficile. Lei nei miei sogni però è ancora la nonna che prepara l’uovo sbattuto a colazione a una me bambina.

Del nonno paterno ho pochi ricordi purtroppo. Mi ricordo che mi chiamava la Grilla e poco altro. Era un uomo speciale, mio padre ne parla poco ma me lo ricorda sempre mia madre.

Mio nonno materno prima che l’Alzheimer gli annebbiasse la mente mi portava a passeggiare, mi raccontava l’unica storia che sapeva mille e mille volte, tagliava il cocomero come solo lui sapeva, mi raccontava dell’Africa e della sua guerra.

Darei tutto quello che ho per qualche ora con ognuno di loro.

L’amore che ho ricevuto e dato ai miei nonni e che ora mi manca così tanto mi ha arricchito e plasmato ed è il motivo per cui cercherò sempre di favorire il rapporto tra i miei figli e i loro nonni.

Il tempo passa veloce, la memoria purtroppo è labile, il presente con i nonni sarà il ricordo di domani capace di scaldare il cuore e far tornare alla parte più dolce dell’infanzia.

UNA SECONDA POSSIBILITA’ DA COGLIERE di Speedymom

A tutti quei nonni che come genitori si sono persi, hanno creduto e voluto dare tutto per poi capire che non era arrivato quasi niente, che non hanno mai avuto tempo e che adesso si chiedono perché. A tutti quelli che hanno vissuto le loro frustrazioni e il loro dolore da soli barricandosi dietro al muro del silenzio e che hanno subito la vita da vittima di se stessi. A quelli che hanno nascosto la propria insicurezza sotto alla maschera del rigore e non hanno saputo prendere le proprie debolezze come un punto di partenza di un lungo cammino. A tutti i nonni che sentono un vuoto dentro un augurio sincero di cogliere questa seconda opportunità con passione ed entusiasmo. Non si recupera il tempo sprecato ma se guardate col cuore gli occhi di un bambino riuscirete a leggerci sempre questo splendido invito: vivi intensamente questo istante e soprattutto vivilo insieme a me!

TRA PASSATO E PRESENTE, UN GRANDE PUNTO DI RIFERIMENTO di Cescar76

nonni fraI nonni… se non ci fossero bisognerebbe inventarli, secondo me. Ho avuto la fortuna di avere dei nonni paterni che mi adoravano. Ricordo ancora, ed ero piccola piccola eh, la sensazione di calore che mi trasmetteva il fatto che mio nonno Marcello (che poi purtroppo è quello che temporalmente mi sono goduta meno) mi aspettasse la sera per mangiarci la minestrina insieme. Nonna Menuccia per tanti anni ha passato l’estate a casa nostra e conservo ancora il ricordo delle favole raccontate vicino alla finestra o dei racconti della sua vita, sedute io, lei e mia madre al tavolo di cucina dopo pranzo.
Coi miei nonni materni ho passato molto molto tempo, da piccola. Mi piacevano molto, ma erano i nonni “delle regole”, manifestavano il loro affetto in maniere meno immediate. Quando il destino ha mandato loro una nipote che con le loro regole non ci si incastrava nulla hanno saputo mettersi in discussione e cambiare per lei e io li ho adorati, per questo. Questi due nonni che fino al giorno prima erano “mettiti le pattine che ho dato la cera” o “passa i piedi 10 volte su ogni zerbino prima di entrare in casa” improvvisamente li vedevi gettarsi a terra per far fare gli esercizi a mia sorella. Eccezionali, davvero. Nonno Angelo e nonna Tina sono stati una presenza importantissima nella mia vita, i primi a sapere che ci sposavamo e poi che c’era Piergiorgio in arrivo. Il loro ultimo regalo è stato permettermi di salutarli dal vivo, prima di andarsene.
I nonni dei miei figli, invece, sono solo 3. Lo sono per scelta del quarto che manca e che ha scelto di non essere un nonno per orgoglio e per punire noi (non capendo che ha punito una sola persona: se stesso, ovviamente). Anche i nonni dei patati sono profondamente diversi tra loro: i miei genitori sono quelli delle storie raccontate la sera o dell’ipad, la mamma di Marito Paziente è quella che si getta a terra e gioca con loro, che corre con loro, che si sporca con loro. Carattere, indubbiamente. Nonostante magari i rapporti tra me e mia suocera non siano sempre stati idilliaci, quando la vedo con i miei figli mi si riempie il cuore: li adora, semplicemente e io non posso non volerle bene per questo.
Coi miei genitori è più difficile, ovviamente, per me. Sul mio vederli nonni, pesa inesorabile l’esperienza di averli avuti come genitori. Dove “pesa” non ha necessariamente un significato negativo. Si rapportano con loro in maniera completamente diversa da come si siano rapportati con me e a volte è difficile accettarlo. Poi mi accorgo che il loro essere meno rigidi nelle loro posizioni è una conseguenza sia della loro condizione di nonni sia di un cambiamento fatto per i miei figli. Mio padre, per dire, che non aveva mai cambiato un pannolino, ora se serve fa la doccia ai patati, li veste, se ne occupa. Roba, da figlia, da farcisi partire un embolo, in verità. Da madre invece è bellissimo. Mia madre è una nonna che “semina”: distribuisce curiosità, conoscenze, aneddoti, spiegazioni. Lo faceva già con me, ora lo fa con la tranquillità di sa che è un “di più” e non il riferimento educativo.
La famiglia latana è sempre stata lontana dalle famiglie d’origine e questo ha creato un rapporto meno “quotidiano” ma altrettanto importante: il tempo che si sta insieme non è tanto e bisogna goderselo e c’è stata, per noi, la possibilità di crescere come famiglia senza interferenze di alcun tipo (te pare poco…). Qualità del tempo condiviso, più che quantità, quindi e sostanzialmente libertà reciproca: per loro di essere nonni, per noi di essere genitori. Per ora, funziona.

Annunci

Un Commento

  1. Valeria Pizzal

    Quanti bei ricordi, speriamo possa essere così anche per i nostri figli!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: