Il tempo dei nonni

Come ignorare la presenza dei nonni in un nido o in una scuola dell’infanzia… Alcuni vi accedono tutti i giorni, li vedi a loro agio, ormai conoscono benissimo quel luogo e lo si vede da come si muovono. Entrano, ti sorridono, non serve quasi mai che chiamino il loro nipote o la loro nipote: in un lampo è già corso loro incontro. Con un sorriso e l’espressione serena ti chiedono “E’ andato tutto bene?”, poi salutano, invitano i nipoti alle buone maniere con un saluto cordiale. Se ne vanno, mentre senti quei bambini che già li sommergono di domande: “Dove andiamo nonna?” – “Dal nonno…” – “ Ma stasera posso mangiare da te?” – “Vediamo, tesoro…”.

Quando vedo questi frammenti e molti altri simili all’interno della scuola, l’emozione e la dolcezza che ne respiro, so bene che proviene in parte anche dai miei ricordi d’infanzia. Era bello quando al mattino la mia mamma mi ricordava che quel pomeriggio sarebbe venuta a prendermi la nonna. Adoravo quel rituale: la nonna profumava di calma, ti attendeva col sorriso; i suoi gesti erano sempre rilassati, il suo respiro era tutto da ascoltare mentre mi metteva la giacca. Uscita da scuola con lei, la strada per arrivare a casa sua non era lunga, ma ricordo che il tragitto durava molto: i nostri passi erano lenti , lei portava la sua bicicletta a mano e delle volte mi faceva salire sulla sella. Quel tragitto era davvero lungo, ma denso di chiacchiere; la sua voce era calda, non metteva mai fretta nei nostri discorsi.

Ecco ciò che penso ogni volta che vedo un bambino andarsene da scuola con il suo nonno o la sua nonna. Penso a quanto si dica spesso: “I nonni sono un grande aiuto per una famiglia, sono preziosi.” È vero. Senza di loro sarebbe tutto più complicato per molte famiglie e chi ha la fortuna di averli e disposti ad occuparsi dei propri figli, sa di cosa parlo. Non esageriamo a ritenerli fondamentali. E proprio per questo oserei dire, fanno parte della famiglia in senso allargato.

Ma io aggiungerei: sono insostituibili. Di fronte a genitori con giornate dai ritmi incalzanti e pause inesistenti, i nonni sono alle volte una risorsa, un’opportunità per i bambini di conoscere e fare esperienza della lentezza come requisito indispensabile ai legami affettivi. Ho sempre pensato a come mai sentir parlare di “nonni” trasmetta a tutti sensazioni di affetto, di legame, di cura. Sono convinta che il segreto stia proprio nel loro saper far vivere ai bambini il senso del rallentare per assaporare, la bellezza dei ritmi lenti e vuoti che hanno il sapore del prendersi cura.

 

Non ti auguro un dono qualsiasi,

ti auguro soltanto quello che i più non hanno.

Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;

se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.

 

Ti auguro tempo per il tuo fare e il tuo pensare,

non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.

Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,

ma tempo per essere contento.

 

Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,

ti auguro tempo perché te ne resti:

tempo per stupirti e tempo per fidarti

e non soltanto per guardarlo sull’orologio.

 

Ti auguro tempo per toccare le stelle

e tempo per crescere, per maturare.

TI AUGURO TEMPO di Elli Michler

 

Sara

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Un Commento

  1. Stupenda.. I nonni.. Un dono di Dio..

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