Oddio, i pidocchi!!!

Ora che i vostri figli si sono insediati nelle rispettive scuole, ora che gli inserimenti si sono finalmente conclusi, voi pensate che il peggio sia passato, che le fatiche, le corse, i permessi richiesti al lavoro siano tutta roba da buttare dietro le spalle e siete pronte, finalmente, a riportare le vostre giornate alla solita routine, isterica ma costante.

E invece no.

Perché vostra figlia/o comincia a grattarsi la testa in maniera sospetta , e se all’inizio “Forse ha sudato, le lavo i capelli”, poi “Forse è allergica, le cambio lo shampoo”, alla fine l’evidenza vi assale spietata: “Ha preso i pidocchi”.

Voi che non ci siete (ancora) passate, siete convinte che si tratti di un fenomeno marginale, di quelli di cui si sente parlare, si vagheggia, si racconta, ma che non capiterà proprio a voi, che siete così precise-ordinate-pulite.

E invece no.

Ci sono ottime probabilità che capiti anche a voi, anzi, preparatevi, perché la vostra routine quotidiana potrà cambiare irreversibilmente. Potreste essere costrette ad aggiungere ulteriori gesti a quelli, infiniti, che già dedicate alla cura dei vostri figli.

Vi racconto com’è andata a noi.

Il penultimo giorno di vacanza in montagna, dove condividevamo casa con 3 cuginetti in età scolare, le due femminucce del gruppo, che da giorni si lamentavano di un forte prurito alla testa, vengono attentamente esaminate dagli adulti presenti che, pur notando degli affarini bianchi sparsi qua e là sulla chioma delle bimbe, concludono frettolosamente si tratti di forfora e archiviano la pratica.

Il giorno dopo il nostro rientro, arriva la telefonata di mia zia: ci sbagliavamo, i pidocchi c’erano e come!
Io, che non vedevo la Dodo grattarsi, mi dico che probabilmente non li ha presi, nonostante abbia dormito con le cugine e torno alla mia vita, dimenticandomi della faccenda. ERRORE NUMERO UNO

Insegnamento #1: mai sottovalutare la faccenda: se vostro figlio ha avuto contatti diretti con un bambino che aveva i pidocchi, fategli immediatamente un trattamento preventivo. Dovrebbe bastare uno shampoo, in questo caso. E passategli la pettinina nei capelli per strappare eventuali uova che fossero già aggrappate al capello. Da quel momento, continuate l’uso dello shampoo specifico per almeno un mese, controllando periodicamente che non abbia uova (lendini) o bestioline in testa.

Passano un paio di settimane e, nel bel mezzo dell’inserimento alla scuola materna, io e il marito, notiamo che la Dodo si gratta un po’ troppo. Le controllo la cute e non vedo niente, se non una serie di crosticine, di cui attribuisco la causa al fatto che si gratti così tanto. ERRORE NUMERO DUE

Oltre a grattarsi la testa, si gratta le spalle, al punto di ferirsi con le unghiette, specialmente di notte. Preoccupata chiamo la pediatra che ipotizza una generica dermatite e mi consiglia l’uso di una crema specifica.
Mi procuro la crema, ma il pomeriggio stesso la verità mi assale impietosa. Mentre giocano per terra, avvinghiate come due salamandre, noto sulla testa di Cecetta, di soli 10 mesi e relativi sparuti capelli biondi, un affarino nero che si muove.
Eccolo là: il pidocchio.
Non ho dubbi su chi sia l’untrice originale e comincio a controllare la chioma boccolosa della treenne con molta più attenzione, e, col senno del poi, comincio a notare quello che non avevo visto fino a quel momento: uova ovunque.

Insegnamento #2: difficilmente vedrete gli animali vivi sulla testa di vostro figlio. I pidocchi si muovono veloci sui capelli e sfuggono al vostro controllo. Ciò che potete vedere sono le uova: piccolissime, bianche e aggrappate al capello. Le distinguerete da semplici granelli di forfora per il fatto che non si staccano facilmente dal capello cui sono aggrappate. Controllate specialmente dietro le orecchie e sulla nuca, i punti più caldi e umidi della testa: l’ambiente che questi ospiti indesiderabili prediligono è proprio quello caldo e umido.

oddio_i_pidocchi-1A questo punto corro in farmacia, mi procuro un trattamento specifico: gel antiparassitario e shampoo complementare, ma è solo l’inizio.
Oltre a impiastricciare la testa di tutti i membri della famiglia, inclusa la neonata, comincio a disfare i letti, sfoderare i cuscini del divano, sfoderare il divano stesso. Metto in quarantena sciarpe e cappelli (dentro un sacco di plastica chiuso sul balcone, dove c’è più fresco), e i giocattoli pelosi o di stoffa che non si possono lavare in lavatrice.
Lavo tutto a 60° e faccio bollire le spazzole e i pettini.
Butto via tutti i pettini di plastica che si sono squagliati completamente in padella (furba io) e li ricompro nuovi.
Lavo tutti i vestiti nella cestina della roba sporca a 60°, dividendo scrupolosamente per colore in modo da non fare danni cromatici sull’intero guardaroba di famiglia, e spruzzo di disinfettante spray più o meno qualsiasi cosa. ERRORE NUMERO TRE

Insegnamento #3: il disinfettante non serve a una mazza. Farmacista cretina e ancora più cretina io che ci casco (10 € buttati, su 40 di spesa totale). I pidocchi non sono batteri e non portano infezioni: se volete trattare le superfici, dovrete comprare uno spray antiparassitario. Sappiate che comunque questo non vi dispenserà dal dover lavare le stoffe, perché lo spray va poi sciacquato. Vi consiglio di optare per il vapore o arrendervi a sfoderare tutto lo sfoderabile di casa e lavarlo in lavatrice.

Ci ho messo due giorni a lavare tutto, ma tutte le mamme esperte che ho consultato, in rete e nella vita reale, mi hanno assicurato che fosse la cosa giusta e necessaria da fare. Se volevo debellare i pidocchi in breve tempo dovevo fare questo sacrificio perché diversamente, l’infestazione avrebbe potuto proseguire per mezzo della biancheria contaminata (“Basta un uovo!!”). Intanto ho scoperto che il problema è diffusissimo e c’è gente che ci convive quotidianamente, al punto da non usare altro che shampoo preventivo (12 mesi all’anno) e spruzzare capelli, cerchietti, mollette e cappelli di lozione antipidocchi OGNI MATTINA prima di mandare i figli a scuola. A quanto pare ci sono istituti che sono infestati di continuo.
La buona notizia è che, a parte fare oggettivamente schifo, non provocano malattie o infezioni: fanno prurito e al massimo provocano quella dermatite che a mia figlia si era già propagata sulle spalle.

Il giorno dopo il primo trattamento, controllo mia figlia e con sgomento scopro che è di nuovo piena. Riapplico il trattamento antiparassitario, le rilavo i capelli, ricambio le lenzuola del suo letto (per fortuna non era venuta nel lettone quella notte), i copridivani che provvisoriamente avevo piazzato sul divano, e i vestiti che ha indossato in quelle 24 ore. Dopo questo secondo trattamento, sembra libera.

Insegnamento #4: nel momento in cui vi accorgete dell’infestazione, probabilmente sarà già ad un livello tale da necessitare di due trattamenti ravvicinati. Fateli comunque, male non faranno. E’ molto importante l’uso della pettinina specifica, che si può comprare in farmacia, a volte la vendono insieme agli shampoo stessi. Senza la pettinina non potrete accorgervi dell’infestazione se non quando è troppo tardi. Fatela diventare la vostra migliore amica e continuate a controllare i vostri figli molto di frequente nel periodo del trattamento, ma anche dopo..

Passano 8 giorni e ripeto il trattamento a tutta la famiglia, come prescritto. Controllo la piccola untrice e sembra libera. Così mi rilasso e mi appresto ad archiviare questa esperienza e i prodotti per i pidocchi, con un paio di auto-pacche sulla spalla per l’ottimo lavoro svolto. ERRORE NUMERO QUATTRO.

.Insegnamento #5: non dire gatto se non l’hai nel sacco. Se dopo il secondo trattamento non troverete niente, non fidatevi. Continuate a usare lo shampoo complementare per almeno un mese e passate la pettinina almeno una volta la settimana. Diciamo che dopo 40 giorni dal giorno in cui vi siete accorti dei pidocchi e avete fatto il primo trattamento, vi potrete ritenere liberi..

L’altro pomeriggio, nel corso di una sessione di shopping da Decathlon, il marito mi fa notare che la Dodo si gratta furiosamente, sembra volersi scorticare. Così alle 19:00 di domenica, con l’asilo e la sveglia che incombono su di noi la mattina seguente, riesumo la pettinina e le controllo la testa.

Era piena. Stra-piena.

E io volevo morire.

oddio_i_pidocchi-2Corro in farmacia, ricompro il gel antiparassitario e spalmo di nuovo tutta la famiglia, ma questo è il meno.
Ho dovuto rilavare tutte le lenzuola, tutti i panni, tutte le sciarpe, rimesso in quarantena i giocattoli che non si potevano lavare e questa volta, invece di lavare il divano, l’ho ricoperto con copridivani immacolati.
Per non dover rilavare proprio tutto, ho pensato che il vapore avrebbe sicuramente ucciso le bestiacce o le uova eventualmente presenti sui giocattoli, così ho sottoposto a bagno di vapore acqueo a mezzo ferro da stiro a caldaia (benedetta sia mia suocera che me lo regalò il Natale scorso!) tutti i giocattoli di pezza/peluche e il tappeto-gioco del salotto. Ho passato le federe dei cuscini del divano e tutte le sciarpe.
Mi rendo conto di avere commesso un’imprudenza la prima volta: non avevo lavato il seggiolino dell’auto. ERRORE NUMERO CINQUE

Insegnamento #6: non trascurate NIENTE. Tutto quello che sta a contatto con la testa dell’untore, può essere contaminato e propagare l’infestazione.

Non riuscendo a sfoderalo ( lorsignori della Romer mi devono spiegare che genere di laurea ci voglia per riuscire a farlo), lo porto in casa e lo passo con il vapore in ogni sua parte, insistendo particolarmente sulle parti a diretto contatto con la testa.

Mi rendo conto della lungaggine, ma vi volevo terrorizzare a sufficienza in modo che non facciate i miei errori. Non sottovalutate mai la questione, conosco gente che ci ha messo 6 mesi a liberarsene.

oddio_i_pidocchi-3Ora vi lascio con qualche nozione extra che ho appreso in questo periodo e che penso possa essere utile:

1. Chiunque può avere i pidocchi indipendentemente da tipo di capelli, età o livello di pulizia. Anzi, sembrerebbe che più il capello è unto, più è difficoltoso l’attecchimento delle uova.

2. I pidocchi non saltano. Si muovono rapidi da capello a capello, è quindi necessario il contatto diretto fra capelli perché passino da un soggetto ad un altro, oppure il contatto con biancheria contaminata (federe, cappelli, cerchietti). Per questo motivo, legare i capelli lunghi, può proteggere dalla contaminazione.

3. I pidocchi adulti sopravvivono solo sulla testa umana, dove trovano nutrimento (succhiandoci il sangue, come i vampiri e le zanzare – bleah). Nell’ambiente sopravvivono un paio di giorni (e al freddo anche meno). Le uova invece sopravvivono oltre le due settimane e possono schiudersi e, trovando capelli su cui arrampicarsi, riavviare l’infestazione.

4. I pidocchi non si attaccano sulle superfici lisce, tipo plastica o metallo. Per questo motivo gli unici giocattoli da trattare in caso di infestazione sono quelli pelosi e di tessuto.

5. In caso di infestazione non basta uno shampoo. Meglio utilizzare antiparassitari specifici da lasciare agire a lungo sulla cute (15 minuti, nel caso di quello che ho usato io).

6. Come complemento di un antiparassitario chimico, gli sciacqui con l’aceto facilitano il distacco delle lendini dal fusto del capello. Importantissima è comunque l’azione meccanica: insomma, passate la pettinina!!

Vi state grattando?

Tranquilli, probabilmente non avete i pidocchi, ma al solo parlarne il fastidio è immediato.

silu1979

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Informazioni su Silvia

Sono un'ex film-producer, una cantante (che nessuno ha mai sentito cantare), una scrittrice di storie (che nessuno ha mai letto) e una mamma di femmine. Ho sempre una serie di progetti, qualcuno arriva persino in porto. Un giorno tutto questo sarà mio.

  1. Sono terrorizzata. Oggi rapo a zero mio figlio e vado a riesumare il vaporetto

  2. alice

    non mi sto solo grattando la testa, no, sono nel panico!!! chi cavolo ci penserebbe a disinfettare il seggiolino? grazie Sil!

  3. Pingback: Mamma, ho preso i pidocchi! | mammaduepuntozero

  4. Libellulina Sono Io

    Mamma mia!! Sta cosa mi terrorizza!!!!!!! PANICOOOOO!!!

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