Il tema del mese: la scuola!

Il tema del mese di settembre non poteva che essere “la scuola”. Nel suo aspetto formativo, emotivo; nel suo essere distacco e crescita; nel suo essere un percorso obbligatorio o voluto. Nido, materna, elementari e così via, per ogni tappa emozioni diverse. Questa volta le nostre esperienze sono varie: chi ci parla della sua esperienza di mamma, chi della sua esperienza di figlia, chi di entrambe. Riflessioni, racconti, dubbi, paure… come sempre aspettiamo anche le vostre: come state vivendo questo periodo, come vedete la scuola in generale? Raccontatecelo nei commenti!!!

QUANTO È DURA ANCHE PER ME!!! Di Ombrosa

Sfatiamo un mito: l’inserimento non serve per i bambini ma per le mamme. Siamo noi quelle che patiamo di più, siamo noi quelle che affrontano quintali di sensi di colpa ed ettolitri di lacrime, siamo sempre noi quelle con lo stomaco che assume le dimensioni di una nocciolina: il distacco graduale serve a noi, non a loro.
Questi sono i giorni dell’inserimento un po’ dappertutto e sono i giorni quindi dei piccoli grandi drammi che accompagnano i primi giorni d’asilo. Passando vicino a un asilo è facile vedere il fenomeno della cosiddetta “Mamma da muretto” oppure la sua variante “Mamma da cancello”: si tratta di mamme arrampicate su improbabili impalcature che cercano di spiare il pargoletto, sfidando irrigatori e cani da guardia, ma pronte a tutto per cogliere anche solo un frammento della nuova vita del proprio bambino,
Mio figlio aveva otto mesi quando feci l’inserimento e piansi prima, dopo e, ahimè, pure durante. Del tipo che le maestre erano tutte intorno a me a darmi fazzoletti. Del tipo che una mi disse “forse dovresti farti aiutare da qualcuno”. Che vergogna. Sono passati due anni ma i lacrimoni li trattengo ancora a stento certi giorni (vedi spm).
Nonostante io sappia che a Lorenzo l’asilo fa bene in mille modi diversi, nonostante le maestre siano ormai diventate persone quasi di famiglia, per me e per lui, nonostante sia lecito che una madre abbia qualche ora di libertà, sia che lavori, sia che stia a casa, ecco, il senso di colpa di sottofondo non se ne è mai andato.
Ve lo dico, io sto già male se penso a quando dovrò portare Leonardo all’asilo e fare il suo inserimento, e se avessi dieci figli starei male pure al decimo, ne sono sicura.
Ora va di moda essere madri dure e pure, il “celodurismo” ha fatto presa anche sulle mamme, non si può dire che una in certi momenti manderebbe all’aria la carriera per stare con i figli, si rischia di essere impopolari e un po’ sfigate, ma è quello che sono stata tentata di fare molte volte e quando sono in giro per lavoro e vedo una mamma col suo bimbo al parco giochi oppure a passeggio non posso fare a meno di provare un po’ di invidia.

UN PERCORSO BELLISSIMO!!! Di Cescar76

scuola fraHo odiato la scuola materna con tutte le mie forze. No, aspetta, non è vero. Mi sono divertita, alla scuola materna, ma il momento del distacco mattutino è stato un lungo trauma durato 3 anni. Mia madre ha ancora dei tic nervosi quando sente un bimbo piangere disperato, per dire.
Sono figlia di una generazione per la quale la gestione del distacco, la sua gradualità, non erano neanche in discussione: il bimbo va a scuola, punto e stop. E io quel “punto e stop” non l’ho digerito mai. Non capivo perché non potessi stare con la mia mamma, o con mia nonna tutt’al più, e dovessi stare in un posto che non era casa mia con dei bimbi che non avevo scelto io e con adulti che conoscevo poco. Superato il trauma della prima ora, poi mi divertivo eh. Partecipavo attivamente ai giochi, ai lavoretti, a tutto.
Con queste premesse credo che i miei avessero più o meno il terrore della mia reazione alla scuola elementare… e invece no. Furono loro bravissimi a farmi vedere la scuola come una possibilità di apprendimento, di crescita, di sapere e non più come un luogo “contenitore di bambini”, come era stata la materna. Adoravo i momenti di lettura con mia madre, la sera: mi fecero capire che avrei imparato a leggere da sola e a scoprire le cose.
È stato amore, davvero. Ho amato la scuola fin da quel primo giorno, un settembre di 21 anni fa, e non ho mai smesso di farlo. Ho amato imparare, ho amato e amo ancora scrivere, ho amato la matematica, ho amato studiare.
La scuola dei patati l’ho vissuta con la consapevolezza che fosse una cosa giusta per loro: una serie di stimoli che io non riuscivo a dargli e per quanto abbia ancora adesso l’istinto di riportarmeli a casa alla minima smorfietta che incrina il loro sorriso, mi ricaccio il tutto dentro, li rassicuro e me ne vado. Il distacco è un problema più mio che loro, son convinta, e come tale non deve pesare a loro, lasciare la mia mano fa parte della loro crescita (e della mia).
La scuola è stata per me un luogo rassicurante, caldo, qualcosa in cui mi incastravo perfettamente. Uno stimolo continuo, dalle elementari all’università e questo vorrei essere in grado di trasmettere ai miei figli: non mi interessa che siano i primi o gli ultimi della classe, il titolo che acquisiranno;  l’unica cosa che mi interessa è che vedano nella scuola quello che veramente è: un arcobaleno di possibilità, qualcosa che ti rende in grado di diventare quello che vuoi, una chiave per aprire tutte le porte… poi quello che trovi dall’altra parte è un’altra storia.

UN PERCORSO CHE MI SPAVENTA di Topomaga

Io non sono mai andata al nido e a quanto dice mia madre la materna l’ho frequentata ben poco tra le malattie varie e la poca voglia di andarci. Mia mamma non lavorava e mia nonna abitava con noi. Nei primi anni della mia vita credo di aver ricevuto pochi stimoli, se non fosse stato per mio padre, che quando poteva mi portava ai giardinetti, probabilmente sarei stata una reclusa.
Mia figlia ha quasi due anni e mezzo, ora sta per iniziare il suo inserimento al nido. Finalmente. Già, dico finalmente come se volessi liberarmi di lei… La gente mi guarda in modo strano, soprattutto quando scoprono che Lilla frequenterà il nido in orario full time. Ma tu non sei a casa? Che la tieni a fare tutte quelle ore li? Potevi mandarla direttamente alla materna, no?
Ma perché non vi fate un bel pacco di mazzi vostri dico io?
Se sto a casa non è per divertimento.
Ho perso il lavoro subito dopo la sua nascita e riuscire a trovare un lavoro con lei, che giustamente esige attenzioni, non è facile.
E poi per esperienza posso affermare che i bambini hanno bisogno di stare tra loro e ricevere stimoli che non sempre la famiglia riesce a dare.
Io ricorderò sempre mia madre e mia nonna che piangevano accompagnandomi all’asilo. Mi montava su un’ansia devastante, non capivo perché piangessero ma mi metteva a disagio, mi faceva stare male. Poi ricordo un giorno in prima elementare, mi ero svegliata triste e non volevo andare a scuola. Avevo solo voglia di stare con la mia mamma ma lei mi portò ugualmente ed io piansi tantissimo, non riuscivo a calmarmi. Ancora oggi sento l’eco del rancore che provai quel giorno. Questi ricordi mi spaventano come madre, vorrei poterli utilizzare oggi a mio favore. Vorrei riuscire a non commettere quegli errori che commise mia madre.
Spero tanto di riuscirci ma la vedo dura.

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Un Commento

  1. Ciao Instamamme. Vi seguo da molto e il tema di questo mese mi sta particolarmente a cuore. Non sono bambina, non sono ancora mamma ( vi ho mandato un commento a proposito proprio durante l’estate) ma sono educatrice. Da 6 anni mi occupo, o meglio, vivo quotidianamente con i miei bimbi dell’asilo. Bimbi da 2 a 6 anni che mi fanno impazzire ma che mi riempiono il cuore sempre è comunque. Ritrovo nelle vostre parole quello che capita quotidianamente nell asilo dove lavoro. Mamme, nonne in lacrime al distacco, bambini aggrappati alle gambe dei genitori e tanto altro che già sapete. Mi piacerebbe essere una Instamamma, vorrebbe dire che oltre ad usare Instagram sarei anche mamma, cosa che spero di diventare presto. Per ora posso definirmi una Instaeducatrice? Nel mio blog, avviato da poco e ancora acerbo, parlo del “dietro le quinte” del mio lavoro. Mi piacerebbe avere un vostro parere da vere esperte in materia! Ribadisco, come in altre occasioni, il mio piacere a leggervi ogni giorno, i miei complimenti a voi che avete creato questo blog. Spero un giorno di fare qualcosa di grande anche io. Per ora in bocca al lupo a voi mamme per questo terribile mese di inserimenti. Ps: come qualcuno di voi dice: a volte l’inserimento serve più alla mamma che al bimbo! Un bacio a tutte. Maestra stella.
    Ilmondodistella.wordpress.com

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