Pronti, partenza…via!!!

Settembre, mese di ripresa. Ma anche mese di inizi. L’inizio della scuola, di qualunque grado sia, è sempre per chiunque – genitori e figli – un lasciare l’estate e un intraprendere qualcosa di nuovo e sconosciuto. Mai come ora che sono mamma, mi sono resa conto di quante aspettative alberghino di fronte alla scelta di quale scuola per il proprio figlio, sia essa nido, scuola dell’infanzia, scuola primaria, ecc. A settembre questa scelta però si concretizza, diventa realtà.

Nel momento della scelta del nido di mia figlia mi sono resa conto di quanto ad un genitore importi una sola cosa: “E’ un luogo sicuro e sereno per mio figlio? Qui starà bene con queste educatrici/insegnanti?”.  Del resto, nel “Manuale dei buoni genitori” è contemplato anche il capitolo “Scelte giuste?!?”. Diciamolo, per il proprio figlio si vorrebbe il meglio: la miglior scuola, le migliori educatrici/insegnanti, i migliori compagni di classe, ecc. Ma come saperlo prima? E soprattutto, queste cose si scelgono o capitano e basta?

Mi sento quindi, da addetta ai lavori, di offrire degli spunti  per i genitori alle prese come me con l’inizio di nuove avventure scolastiche.

Una scuola bella esteticamente e tutta nuova negli arredamenti non è affatto sinonimo di “scuola perfetta”; lo dico perché per molti l’impatto visivo è tutto e oltre quello loro non importa nulla. Una scuola è accogliente e offre spazi adeguati ai bambini non perché è nuova o bella e perfettamente in ordine, ma semplicemente se è a misura di bambino e per il bambino (non per gli adulti).

Una scuola non vale più di un’altra solo perché offre mille proposte aggiuntive ed accattivanti come inglese, musica, yoga, ecc. Ricordiamoci che la mente dei bambini si sviluppa non di fronte a stimoli eccessivi, bensì di fronte a pochi e corretti stimoli, vissuti con serenità e motivazione. E ancora: la scuola non deve diventare un contenitore di un fare eccessivo e frenetico, bensì un luogo dove possano essere rispettati i tempi di apprendimento di ciascun bambino e dove, perché no, possa essere garantita anche un po’ di sana noia, quella che fa crescere e dà lo spazio al bambino di riflettere su quali siano i suoi personali interessi.

È normale come genitori avere delle titubanze iniziali, delle perplessità, perché, come ho detto prima, per quanto ci mostrino e ci raccontino come funziona e lavora la scuola che abbiamo scelto per nostro figlio, resta il fatto che ci avventuriamo in un mondo sconosciuto, o meglio, impossibile da conoscere totalmente a priori. Ciò non implica però che non si possa fare un atto di fiducia verso la scuola e verso le persone che si occuperanno di nostro figlio: esso è l’unico atteggiamento che consente di partire col piede giusto non solo a noi come genitori, ma anche a nostro figlio. Per chi non lo sapesse ancora, i bambini sanno avvertire dai nostri atteggiamenti le nostre emozioni e i nostri stati d’animo e danno retta a quelle più che alle parole che gli diciamo. Per cui immaginate il vostro bambino che si sente dire: “Vai, vedrai come ti divertirai, conoscerai tanti amici nuovi..”, ma allo stesso tempo avverte la nostra perplessità o sfiducia… come può affrontare serenamente le sue giornate a scuola?

Ogni genitore si aspetta tra l’altro che al suo bambino a scuola non manchi nulla, che venga aiutato in ogni difficoltà, che non si scontri con gli altri bambini, ecc. e diciamolo: che la maestra abbia un occhio particolare per lui!!! Ma di fronte a un pensiero così, forse un genitore dimentica il vero valore che ha una scuola, ancora prima di permettere apprendimenti e nuove competenze. Forse dimentica il valore sociale e comunitario che solo una scuola oggi permette. Essere in mezzo agli altri non è sinonimo di “essere visti di meno”, bensì è opportunità di condivisione, di aiuto reciproco tra i bambini, in altre parole è opportunità di relazione. Adoro questa parola, è il cuore di una scuola a mio avviso. Immaginate una scena semplicissima: un bambino che non riesce ad allacciarsi una scarpa e in suo aiuto arriva un compagno… insieme, lì seduti per terra, trascorrono del tempo nel tentativo di riuscirci. Per alcuni genitori la soluzione migliore potrebbe essere quella di un’insegnante che accorre subito a porre rimedio e a far sì che quella scarpa sia allacciata. Eppure, lodevole, per me,  è invece quell’insegnante che in disparte osserva con interesse l’evolversi della situazione, dando spazio e tempo a quei due bambini di conquistare una competenza in modo attivo.

Insomma, prepariamo i nostri figli, ma prepariamoci anche noi genitori, all’ingresso nella scuola. Vi offro a tal proposito una citazione, a mio avviso inerente, di Nazim Hikmet…

Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.

Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.

I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.

E quello che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.

Sara

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Un Commento

  1. Tecla

    Come sempre interessante Sara! Il mio piccolo ancora a scuola non ci va… eppure mi sto già informando e guardando in giro per capire cosa fare l’anno prossimo… i tuoi consigli per me sono importanti 😉

    Ho a che fare con molte mamme che hanno i piccolini che stanno cominciando la scuola in questi giorni (alcune proprio con te!! :):) ) alcune le vedo tese e preoccupate per come reagiranno i loro piccoli il primo primo giorno… e anche se si sa che loro captano il nostro stato d’animo credo che sia difficile stare serene e tranquille… vedremo come sarò io l’anno prossimo!!

    Intanto in bocca al lupo a tutte le mamme “primine” e in bocca al lupo anche a voi educatrici! 😉

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