A neve ferma…ma non troppo

Durante le vacanze sono riuscita a leggere molto, mi pare giusto, altrimenti che vacanze sarebbero? Ho letto qualche mattone molto bello ma poi ho preferito concedermi anche una lettura leggera che mi era stata consigliata da alcune persone di fiducia, così mi sono buttata in A neve ferma di Stefania Bertola. Questo libro può essere classificato nel genere della letteratura chik lit che io non amo particolarmente, per rilassarmi di solito preferisco le letture comico/demenziali di Christopher Moore o quelle comico/ fantastiche di Neil Gaiman, ma ogni tanto è anche saggio provare esperienze differenti piuttosto che fossilizzarsi .

Più riguardo a A neve ferma
Comunque sia il libro della Bertola può considerarsi mediamente gradevole. La storia d’amore è intessuta tra i fornelli di una famosa pasticceria torinese, dove una giovane ragazza lavora dopo aver abbandonato la sua “carriera da insegnate”. Confesso che all’inizio ho fatto un po’ di fatica ad immergermi nella lettura, la storia non mi prendeva, i personaggi mi sembravano molto stereotipati e le avventure culinarie non catturavano la mia attenzione fino in fondo, senza parlare delle vicende amorose che mi intristivano. Poi come mio solito in questi casi ho deciso di farmi una violenza continuando ostinatamente la lettura. Perché io sono malata, ho la sindrome del lettore che si rifiuta di abbandonare un libro. È una brutta malattia che spesso e volentieri ti fa perdere tempo in letture sgradevoli e inutili, in alcuni casi provoca giramenti di OO e odio profondo per l’autore del malcapitato libro, in altri rarissimi casi mi permette di portare a compimento buone letture partite male.
Quindi dopo essere arrivata a metà libro esausta, ho iniziato ad appassionarmi alla storia e ai suoi personaggi, tanto per vedere se finiva come pensavo e poi visto che era piaciuto a chi me lo aveva consigliato mi sono impuntata nel voler arrivare alla parola FINE.
Ammetto che la Bertola scrive bene, con un linguaggio ricco di ironia e sarcasmo, e forse è proprio questa l’arma vincente di questo romanzo in se un po’ scontato.
A questo punto mi chiedo per quale motivo la storia sia stata elaborata in maniera così prevedibile. Forse bisognerebbe leggere qualche altro romanzo di quest’autrice per trovare una risposta. A volte però mi sembra di essere presa in giro, i lettori moderni sono sempre più esigenti ma sembra che a scrittori e case editrici questo non importi. Meglio confezionare un prodotto accattivante ricco di stereotipi banali piuttosto che mandare in stampa qualcosa di più curato nei contenuti che possa soddisfare pubblico più ampio. O forse, come dicono in molti, sono io che sono una rompicojones senza soluzione di continuità.

Diciamo che la considero una lettura da “parrucchiere”, un’alternativa allo squallore profuso da una Novella3000 qualsiasi.

Buone letture a tutti ovunque voi siate

A neve ferma

Stefania Bertola

2006, 234 p.

Salani (collana Femminili)

Prezzo di copertina € 12,50

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Informazioni su Maga

http://instamamme.net/

  1. LISA

    Ciao!! io li ho letti tutti i libri della Bertola e se vuoi leggere il suo miglior titolo è sicuramente “aspirapolvere di stelle” che puoi trovare in formato economico edito da TEA

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