Parliamone Insieme!

parliamoneinsieme200Ci sono tante, tantissime cose che fanno parte dell’infanzia e che poi crescendo ci portiamo ancora dentro. Quelle belle come l’atmosfera di casa, una festa, l’odore del natale… e quelle meno belle: una paura, un brutto sogno, un castigo non meritato.
Poi ci sono quelle cose che non solo ricordiamo ma che ci portiamo dentro e ci segnano creandoci insicurezze e limiti. Reazioni violente, punizioni esagerate e ingiustificate, urla, botte… cose che purtroppo esistono e che non è facile spiegare da bambini e affrontare da grandi.
Da genitori, poi, ci possono essere temi di cui, per vissuto o per paura, ci è difficile parlare con i nostri figli.
Con lo scopo di aiutare sia noi genitori che i nostri figli, è nata una stupenda iniziativa dell’Associazione la Via dei Colori, il “Parliamone Insieme”. Un’iniziativa che ci chiama a confrontarci con i nostri tabù e con le nostre difficoltà a comunicare certe cose ai nostri bambini. Il progetto parte dall’individuare, mediante contributi attraverso commenti, social e post dedicati, dei temi dei quali non siamo capaci di parlare ai nostri figli ma che, parimenti, riteniamo importanti da affrontare.
A partire da questi suggerimenti verranno realizzate, sotto la supervisione e secondo le indicazioni di una psicologa, delle vignette scaricabili, accompagnate da un testo breve e chiaro, con lo scopo di affrontare questi temi in famiglia e stimolare il dialogo e la fiducia (la prima la trovate qui)
Io trovo che questa iniziativa sia bellissima e importantissima, non solo nel suo fine ultimo, ovvero l’aiuto ad affrontare, tramite ausili a prova di bambino, determinati temi, ma anche perché stimola noi genitori a interrogarci su quelle che sono le nostre difficoltà, i nostri argomenti “difficili”, quando non veri e propri “tabù”; ci stimola a riflettere, a ricordarci anche delle nostre difficoltà a parlare, da bambini, ai nostri genitori di certi argomenti e di conseguenza ad individuare possibili mancanze di dialogo in certi ambiti coi nostri figli.

Ed ora, scendiamo nel personale.
Generalmente coi miei figli non ho problemi a parlare quasi di nulla. Abbiamo affrontato la diversità, la paura del buio, la riproduzione e perfino il parto. Ci sono però cose, meno razionali e più emotive su cui, come genitore, ho delle difficoltà.
Il tema della violenza, in generale, per esempio è un tema che non so come affrontare.
Da una parte ho paura di creare in loro delle paure eccessive, parlando per esempio di pedofilia (che è un argomento che un genitore non vorrebbe dover affrontare MAI ma che purtroppo fa parte delle casistiche e delle possibilità); dall’altra, come nel caso di violenza verbale o fisica da parte di coetanei (il bullismo), non so mai come intervenire al di là del “difenditi”. Perché in questo caso, il difenditi è qualcosa che il bambino la maggior parte delle volte interpreta solo dal punto di vista fisico, ovviamente, mentre a me quello che fa più paura è che invece lui si convinca che hanno ragione gli altri, quelli che lo spintonano o che lo fanno sentire inferiore, brutto, grasso, non abbastanza da essere loro amico.
Quello cui aspiro, il mio più grande desiderio, in questo senso, è che i miei figli non abbiano mai paura di raccontarmi quello che gli accade: se percepiscono una nota stonata in ciò che li circonda, se hanno bisogno di aiuto, se si sentono confusi, se hanno paura di qualcosa. Vorrei che mi mettessero in grado di aiutarli a venir fuori da qualsiasi impantanamento la vita metta loro di fronte, che vedano in me un’alleata e non il genitore presente ma lontano, quello cui hai paura di raccontare le cose, o ti vergogni.
I miei figli sono abbastanza grandi da raccontarmi le cose, ma sono ancora nel pieno dell’infanzia, quel periodo in cui la sessualità, la differenza di genere, la coscienza di sé e il rispetto sono ancora concetti confusi che conoscono attraverso quello che vedono in casa, la loro quotidianità, ma che non sanno definire concretamente e ciò li espone a fraintendimenti e rischi… come aiutarli a capire cosa esula dal lecito, dal normale, dal sano? Come aiutarli a costruire un concetto di individualità che permetta loro di non farsi ferire dal bulletto di turno?
Questo, in sostanza, è il mio argomento “difficile” per eccellenza: come far capire a mio figlio che può parlarmi di tutto, che non sarà mai giudicato, che sarò dalla sua parte? E poi, come affrontare il discorso della prevaricazione da parte di qualcuno che vuol farci sentire inferiore o che vuole convincerci a fare qualcosa che non “ci torna” (pensando per esempio agli abusi)?

qui  trovate tutte le indicazioni per partecipare a questo bellissimo progetto: contribuite, raccontate, riflettete, diffondete!!!

Cescar76

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Informazioni su cescar76

Architetto per scelta, mamma a tempo pieno, scrittice per passione, blogger per divertimento, artista per vocazione, vivo felice nella mia Tana Africana con un Marito Paziente e due Patati che adoro.

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