Tema del mese: lo svezzamento

Il tema del mese di marzo è lo svezzamento: prima tappa nella crescita dei nostri bambini, il primo vero distacco (se non contiamo ovviamente quello della nascita) e il primo passo verso l’autonomia. Scopriamo insieme, in questa lunga e variopinta carrellata di esperienze, come le nostre Instamamme han vissuto questo momento, tra paure, emozioni, imprevisti e scoperte.
E per voi, com’è stato o come vi aspettate che sia questo momento?

OGNUNO HA I SUOI TEMPI di Ricominciodaquattro
A dire il vero lo svezzamento del mio Topino non lo ricordo bene, forse è passato troppo tempo o forse ero troppo assente, fatto sta che non lo ricordo come se fosse ieri. Questo però mi fa pensare che non sia stato un delirio anzi, altrimenti lo ricorderei come un incubo. Il mio Topo ha sempre mangiato tutto soprattutto frutta e verdure, purtroppo no la carne, ma è cresciuto, sta crescendo bene, è sano e forte.
Lo svezzamento di Rospo invece lo ricordo benissimo, per forza, lo sto ancora vivendo.
Quando, a sei mesi, il pediatra mi ha detto di iniziare a svezzarlo la mia risposta è stata: “Per forza? Non possiamo aspettare ancora un pochino?”.
L’idea non mi piaceva per niente, non so perché, ma so che questo mio rifiuto ha reso tutto molto più difficile.
Ho iniziato con la mela, non la voleva, poi con la crema di riso, la sputava, allora, invece che insistere ho smetto del tutto.
A 8mesi il mio compagno si è un po’ arrabbiato, così ho dovuto mettermi d’impegno e riprovare.
Il mio Rospetto era pronto, mangiava, poco, però mangiava!
Vedendo questo progresso mi son rincuorata e ho iniziato a fargli provare di tutto, legumi compresi.
Risultato? Adesso se potesse mangerebbe un menù completo!
Sono proprio un modello da seguire, lo so, ma mi sento comunque di consigliare a tutti quelli che ho fatto io.
Lo svezzamento è una fase molto importante e deve essere affrontata con serenità. Ho aspettato che il mio bimbo fosse pronto e che lo fossi anche io e poi ho iniziato.
Non ho mai seguito alla lettera le prescrizioni del pediatra, ma non ho avuto problemi.
Non ho mai usato omogeneizzati, e ne son fiera, faccio bollire la carne e la omogeneizzo. Gliela propongo sempre con un pochino d’olio, mai sale, mischiata con la pastina per piccolini e lui apprezza molto.
Alterno la carne alle verdure, carote, patate, zucchine, lesse e schiacciate, le adora.
Anche i formaggi gli piacciono, quelli spalmabili in particolare, ma anche lo zola non gli fa schifo.
Cerco di mantenere una consistenza abbastanza liquidi perché la mangia più volentieri. Dopo qualche cucchiaio lo faccio bere, voglio che si abitui.
Le quantità le decido io in base ai suoi orari, se ha fatto merenda tardi diminuisco altrimenti aumento.
Dopo una defaillance iniziale, adesso va tutto bene e mi sento anche di dar consigli!!!

DUE FIGLI, DUE ESPERIENZE DIVERSE di Cescar76

Bavaglino… c’è.
Cucchiaino… c’è.
Macchina fotografica… c’è.
Sdraietta… c’è.
Bambino… beh, sì certo che c’è anche lui.
Ed è stato più o meno in questo modo che è iniziata l’avventura dello svezzamento del nostro primogenito. L’allattamento al seno era miseramente fallito e lui si sgargarozzava beato 1 litro di latte artificiale al giorno con sommo gusto, molto più di quello che aveva dimostrato verso il mio latte, son soddisfazioni. Lo svezzamento in realtà non ci metteva nessuna paura: ci eravamo documentati con amici, parenti, pediatri, libri, internet e un altro po’ pure Bigazzi. Con contorno di lacrime materne e inquadrato dall’obiettivo paterno, il cucchiaino ripieno di mela omogeneizzata si è diretto, tremante, verso la delicata boccuccia del sangue del nostro sangue, che ha accettato l’intruso con perplessità per poi farci capire ché sì, gli era piaciuto, ma mica penserai di darmi solo quello eh?
Ecco. Da allora abbiamo introdotto come da tabella tutto gradatamente, dapprima nel brodo vegetale e poi direttamente nelle pappe e lui ha accettato tutto senza problemi. Avevamo (avevo) fatto una tabella su cui stilavo il suo menù settimanale variandogli le farine, le pastine, le carni, i gusti in genere in modo da offrirgli più alternative possibili. Abbiamo continuato così per parecchio tempo perché non ci siamo mai resi conto che fosse arrivato il momento di proporgli qualcosa di diverso, di più “adulto”. All’epoca nostro figlio non mangiava con noi perché i suoi orari erano incompatibili con quelli del suo papà, ma comunque anche restando a tavola con noi mentre noi mangiavamo, non dimostrava nessuna curiosità verso il nostro cibo, che per paura di sbagliare non gli offrivamo.
Dopo una fase di regressione in cui è passato dal mangiare tutto, verdure comprese, per motivi ancora non del tutto chiari (Gravidanza di mamma? Problemi di salute? Esilio forzato dai nonni per due mesi mentre mamma incinta e papà lavorante si facevano, da soli, un trasloco e lui doveva stare lontano dalla polvere?) al mangiare solo carne alla piastra e pasta con l’olio (niente frutta, niente verdura, niente sughi, niente di niente).
In questo momento storico familiare è nato il secondo erede, che si è attaccato con una fame atavica al seno della fra come non ci fosse un domani già da appena nato. Al momento dello svezzamento si è più o meno ripetuta la scena sopra, con l’unica variante di un fratellino di due anni che guardava curioso e aiutava come poteva. La scoperta del cibo è stata per il patato piccolo una gioia assoluta: curioso, attento a quello che gli girava intorno, preferiva di gran lunga la frutta e la carne fresca a quelle omogeneizzate in vasetto (cosa che non si era mai verificata col fratello grande, che aveva rifiutato categoricamente il “fresco”) e mostrava un deciso interesse per tutto ciò che transitava per il piatto di mamma. I turni del marito erano cambiati e nel frattempo si mangiava molto più spesso tutti insieme, così piano piano, aggiustando i nostri pasti per calibrarli su ciò che lui poteva assaggiare, patato piccolo ha iniziato a voler mangiare con noi e, con l’esempio del fratello grande, a voler mangiare il più possibile da solo, nel suo piattino, con le sue posate (mai con le mani eh, con il cucchiaino prima e la forchettina poi), al suo posto nella tavola dei grandi.
Adesso i miei figli hanno quasi 6 e 4 anni e il loro atteggiamento col cibo non è sostanzialmente cambiato: il grande è goloso di poche cose e deve essere forzato ad assaggiare quello che non conosce (da noi c’è la regola che le cose devono essere almeno assaggiate) ma per fortuna ha ripreso a mangiare in modo decente (ché anche andare al ristorante era difficile, specialmente qui in Africa); il piccolo mangia come uno scaricatore di porto ma ha un metabolismo velocissimo (beato lui), è curioso, goloso di frutta in maniera incredibile e decisamente facile da accontentare.
Ho passato molto tempo ad interrogarmi sulle diversità dei miei figli in campo alimentare, più che altro al mio ruolo in queste diversità. Con il primo ero attenta, tabellata, incasellata e ligia; col secondo, semplicemente, non ho avuto il tempo di farmi seghe mentali ed ho trovato un nostro ritmo in maniera naturale. Ma la curiosità verso il cibo, quella, sicuramente è una cosa innata: nel caso ci sia va assolutamente incoraggiata, altrimenti va stimolata ma non si può inventare qualcosa che non c’è. Del resto anche io sono stata esattamente come mio figlio grande, finché non ho conosciuto suo padre e ho iniziato ad assaggiare le cose per non fare brutta figura con la futura suocera, quindi non è mai troppo tardi. Mi toccherà fare affidamento sulle nuore 

E SE ALLA BIMBA NON PIACESSE MANGIARE? di Petitmati

Matilde aveva circa 5 mesi quando ho preparato la sua prima pappa. Cresceva poco, sì e no 30 gr a settimana e il pediatra di allora mi aveva consigliato di iniziare subito con lo svezzamento per vedere se era stufa del latte e basta.
Non avevo mai temuto questa fase, per me significava solo iniziare a far assaggiare a Matilde la frutta e le pappe, lei in base ai suoi gusti avrebbe fatto il resto, ovvero, mangiare. Non ho mai pensato che i bambini si facciano morire di fame, ho avuto esperienza tramite il mio lavoro di baby sitter di bambini che non avevano alcun interesse nel cibo e proprio per questo non volevo vivere con ansia il suo svezzamento. Non ho neanche mai considerato l’aspetto psicologico del distacco dal latte inteso come “rapporto piacevole con la madre” o inizio dell’indipendenza…
Per me ,che ero abituata ad andare ovunque e aprire la camicetta al bisogno, in realtà le pappe sono state un carcere: orari fissi, almeno un’ora per preparare il brodo, frigo sempre fornito di verdura e carne fresca e poi il pasticciamento generale in cucina per far mangiare la mia piccola. Ho seguito le tappe di introduzione dei cibi tramite un libro e qualche ricerca su internet, sono andata lentamente e le ho frullato tutto per molto tempo, mio marito non voleva assolutamente che mangiasse cose solide senza dentini, così di nascosto le facevo ciucciare pane e biscotti.

Matilde non ha reagito male, nessuna allergia o intolleranza, certo la mela non era di suo gradimento ma le pappe le assaggiava, non le mangiava infatti l’unica noia appunto era che non sembrava mai aver fame. Lo svezzamento in sé non è stato un problema, il problema è stata la non fame di mia figlia. Infatti Matilde non è una bambina che ama particolarmente mangiare e questo è diventato il mio cruccio solo quando ovviamente sono iniziati i problemi di salute.
Con il passare del tempo è stato ipotizzato su Matilde un malassorbimento, ha iniziato a soffrire di gastroenteriti acute con l’inizio del nido, ci ha impiegato un anno a raddoppiare il suo peso alla nascita (che era 4,170 kg!) e ora che ha 20 mesi pesa 9 kg. Fatti tutti gli accertamenti del caso con vari pellegrinaggi negli ospedali e studi medici, è stata esclusa qualsiasi complicanza al momento, rimane la sua magrezza dovuta probabilmente a costituzione, devo solo sperare che migliori l’aspetto della fame, la sua voglia di mangiare affinché si rafforzi. Cerco di non farle pressione quando rifiuta la cena o il pranzo, ma come ogni madre, mi preoccupo quando il rifiuto dura più di due giorni, se fosse bella paffutella sarebbe diverso, ma è magra, molto cagionevole e ha già vissuto, io con lei, cinque ricoveri per gastroenterite e conseguente disidratazione.
Concordo quando si dice che non bisogna fasciarsi la testa e che i bambini se hanno fame mangiano e così via, ma è facile parlare quando non si vivono sulla propria pelle certe situazioni. I consigli piovono da ogni angolo, tu le provi tutte e spesso tutto è un fallimento e certo ti demoralizzi perché sei circondata da realtà diverse, bimbi che fanno il bis di ogni piatto e che pesano sempre 3-4 kg in più.
Non voglio assolutamente che il suo peso diventi un problema perché non lo è davvero, il nido non aiuta per quanto riguarda i malanni e lei purtroppo oltre a non avere il piacere della pappa ha come punto debole proprio l’intestino perciò tutte combinazioni infernali che mi sto sforzando di affrontare nel modo più sereno possibile anche se quando sta male ho dei momenti di sconforto.
Questo è il mio piccolo consiglio, conservare sempre e comunque la serenità perché i nostri figli avvertono benissimo il nostro stato d’animo e creare tensione sull’ argomento cibo è solo che deleterio. Pur essendo difficile darle da mangiare, non userò mai diversivi, scambi o ricatti. Desidero che si abitui al buon cibo, di qualità e sano, finché potrò la terrò lontana dalle solite merendine o bevande elaborate, mi auguro che apprezzi la frutta e la verdura, ma questo forse è il sogno di ogni mamma.

HA FATTO TUTTO LUI! di Ombrosa

Lorenzo ci ha fatto chiaramente capire di essere pronto per lo svezzamento quando, a quattro mesi scarsi, cercava di intercettare la forchetta del papà che lo teneva in braccio durante i pasti e se la portava alla bocca. Ho aspettato che avesse cinque mesi compiuti e ho introdotto alcuni cucchiaini di mela a metà pomeriggio, gradualmente poi il brodo di patate, zucchine e carote con farina di riso e poi tutto il resto.
Ho usato poco gli omogeneizzati di carne e bollivo e frullavo quella che preparavo io, ho introdotto un alimento alla volta almeno all’inizio, ma con mio figlio è stato facile: mangiava con gusto e appetito qualsiasi cosa. A sette mesi assaggiava quasi tutto, aiutato da una dentatura precoce per la sua età. Non mi sono posta troppi problemi sull’uovo, su frutta particolare, su alimenti e gli ho fatto sempre una cucina leggera ma varia. A circa 12 mesi Lorenzo mangiava a tavola con noi i nostri stessi alimenti tagliuzzati con lo stesso, immutato appetito. So che questo è un tasto dolente per molte madri e sotto questo punto di vista sono stata fortunata.

svezzamento

UN’ESPERIENZA SERENA E GRATIFICANTE di Dexterina

Ho iniziato lo svezzamento al compimento del sesto mese, e devo dire di averlo vissuto serenamente e con molta soddisfazione, merito del mio bimbo che ha saputo accettare tutte le novità e le proposte della “cuoca”, e forse anche del pediatra che mi ha saputo trasmettere una certa sicurezza e autonomia nelle scelte.
Nei tempi e nelle modalità sono andata un po’ a istinto, senza seguire una linea guida in particolare ma assecondando semplicemente il mio buon senso e le preferenze di mio figlio: così ho introdotto quasi fin da subito diversi tipi di proteine (vegetali e animali), di verdure e frutta facendo solo attenzione nel non offrire più di una cosa nuova nello stesso giorno.
Inizialmente ho passato tutto all’omogeneizzatore: non mi piacciono i vasetti e le pappette già pronte, amo cucinare e ancor più farlo per mio figlio, avendo così anche la certezza di cosa gli sto dando.
Poi pian piano sono passata ai pezzettini, diciamo anche molto piano perché il nano non ne voleva sapere di mettere i denti ed io ero un po’ in pensiero all’idea che non avesse “le zanne adeguate” per divorare una fiorentina!
Durante il percorso ha cambiato mille volte gusti, orari, e appetito ed essendo un bimbo che di solito mangia volentieri, non mi sono mai preoccupata se una sera non avesse voglia di mangiare; forzarlo non mi è sembrata mai una buona soluzione, preferivo eventualmente fargli un po’ di latte e biscotti prima di andare a dormire, e comunque solo quando la richiesta proveniva espressamente da lui.
Ormai oggi, a due anni compiuti, mangia di tutto (beh insomma, non è proprio un fan delle verdure), spizzica allegramente dai nostri piatti e le sue pietanze preferite sono “banana”, “pera” e “ciccia” esattamente in questo ordine!

SENZA GROSSI DRAMMI di Topomaga

Io sono una mamma abbastanza sportiva nel campo alimentare. Forse avrei potuto adottare da subito l’approccio dell’autosvezzamento ma non ho mai avuto abbastanza coraggio, soprattutto dopo esser stata sgridata pesantemente dal pediatra di mia figlia per aver somministrato alla pupona un biscotto contenente glutine a 5 mesi. Quindi, presa da panico per aver esposto mia figlia ai rischi di una “quasi certa” celiachia, mi sono arresa e ho tentato di seguire le direttive del pediatra di stampo classico.
Grossi problemi non ne ho mai avuti, le sbobbe puzzolenti che preparavo venivano trangugiate senza battere ciglio. Il nostro unico problema è stato, e lo è tuttora, riuscire a far mangiare la frutta alla cicciona. Fino a sei mesi ha sofferto di coliche (si avete capito bene: coliche fino a 6 mesi!) accentuate dalla frutta che cercavo di propinarle a tutti i costi come alternativa alla tetta. Attualmente siamo al rifiuto totale di qualsiasi tipo di frutto, servito e cucinato in tutti i modi possibili, ergo ho dedotto che a mia figlia la frutta non piace, amen.
Le uniche regole che mi sono imposta in questo periodo di passaggio sono state due: non costringerla mai per nessun motivo a mangiare contro la sua volontà e osservare attentamente eventuali reazioni allergiche in seguito all’inserimento di un nuovo alimento nella sua dieta. Per il resto ho cercato di vivere il tutto con estrema serenità, senza lasciarmi prendere dal panico su eventuali rifiuti ed evitando di fare confronti sulle quantità assunte da altri bambini della sua età ma anche limitando al minimo le paranoie sulla genuinità dei cibi offerti (ovvero per me il biologico nel nostro pianeta non esiste).
A posteriori forse è più facile parlare di questo argomento che comunque in molte mamme genera ansia e apprensione, quello che posso consigliare in base alla mia esperienza è quella di seguire il proprio istinto ma anche osservare attentamente quello che i nostri figli cercano di farci capire con i loro rifiuti.

svezzamento

UNA BIMBA BUONGUSTAIA di Stepitta

Voglio fare una premessa: sono stata una bambina magra e gracile a cui non importava il cibo. Mia mamma ha sempre insistito affinché mangiassi, e quando dico insistito è riduttivo. Mi forzava a mangiare anche quando io non ne avevo più voglia, il risultato spesso era che poi stavo male e vomitavo. Però ora che sono cresciuta la capisco, per una persona come lei non poteva capitargli disgrazia peggiore di una figlia inappetente, quindi avevo ben chiaro cosa NON volere per mia figlia. Non l’avrei mai e poi mai forzata a mangiare! Tassativo! E guardavo mia mamma con sospetto.
Abbiamo iniziato lo svezzamento a 5 mesi percheé secondo la pediatra della mutua si poteva provare, ma Elisa rifiutava con molta enfasi le varie minestre. Poi sotto mia insistenza e consiglio di un altro pediatra abbiamo sospeso tutto.
Dopo un mese e mezzo abbiamo riprovato con una minestra senza omogeneizzati, liofilizzati e compagnia ma con la carne e la verdura ed Elisa ha iniziato a mangiare con gusto. È da lì piano, piano abbiamo integrato tutto, compreso il latte vaccino con il compimento dei 10 mesi.
Lei è una bambina che ama il cibo e prova tutto. Adora i pomodori sconditi ( a 14 mesi camminava triste nell’orto di suo papà facendo segno che erano finiti) ma apprezza anche le patatine fritte! Secondo me schifava gli omogeneizzati perché è una buongustaia 🙂
Io non sono una mamma che si fa molti problemi col cibo, non le proibisco le caramelle o i wurstel, di cui è ghiotta. Mangia di tutto a suo gusto, ovviamente con criterio.
Le uniche cose che non mangia sono i cibi troppo morbidi come lasagne, budini, panna montata!

LA CURIOSITA’ E’ LA BASE DI TUTTO di Viviana22

Ho vissuto il periodo dello svezzamento dei miei figli in modo abbastanza sereno e rilassato.
La prima bimba è sempre stata una gran mangiona, divorava il suo biberon di latte con una tale foga, tirava a mala pena le tre ore tra un pasto e l’altro. Così il passaggio alla frutta omogeneizzata prima e, pian piano, al brodo di verdure poi è stato in discesa. Sempre curiosa di provare nuovi sapori, non ho memoria di qualcosa che mi abbia risputato indietro. Certamente tutte le prove di nuovi alimenti li ho introdotti con il consiglio della pediatra e con grande calma. All’avvicinarsi del suo primo compleanno poi siamo passate al latte vaccino, sempre molto gradito, e ad un’alimentazione praticamente uguale alla nostra. I pranzi di mamma e papà, a parte qualche eccezione, si sono uniformati ai suoi e mangiare tutti insieme ha sempre reso il cibo un amico da conoscere con gioia! Unica pecca sono i formaggi che intorno ai due anni ha iniziato a rifiutare completamente e tuttora, a sei, sono la bestia nera della tavola…
E sono fortunata (sì, è così che mi sento!), il secondo cucciolo ha seguito le orme mangerecce della sorella. Meno amante del latte artificiale rispetto alla grande, ha invece approvato fin da subito (sempre verso i cinque mesi) l’introduzione dei vari alimenti. E come spesso si dice, con il secondo si va più a ruota libera, lui ha iniziato a mangiare come noi verso i dieci mesi. Impossibile tenere lontane le sue manine grassottelle dai nostri piatti, goloso com’era di pasta, carne e pesce! Alcuni cibi, inizialmente rifiutati (come gnocchi, ravioli, uova e la pizza, per la quale temevo di doverlo disconoscere!), sono riuscita ad introdurli prima a piccole dosi e poi completamente (e meno male perché tra tutti la pizza è il piatto preferito della famiglia!). Solo la frittata (provata in tutte le salse) non mangia, però adora le uova sode, che lui divora convinto di mangiare le uova degli Angry Birds, da buon maialino verde! Altra cosa di cui sono contenta è che mangiano volentieri anche frutta e verdura (ovviamente secondo i loro gusti), che ho cercato di mantenere come punto fisso di ogni pasto.

Mi piace vederli crescere così curiosi verso il cibo, vedere i loro gusti evolversi, cambiare nel corso degli anni! E mi piace insegnar loro ad avere interesse per le cose nuove, per tutte, anche per quelle gastronomiche!

svezzamento

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  1. gab

    ecco, vi lascio un link del primo giorno di svezzamento della mia nana:
    http://gab-77.blogspot.it/2010/08/blog-post_07.html#links
    All’inizio l’ho presa male, mi sembrava di perdere troppo tempo! e per una mamma lavoratrice non era concepibile, eheh! comunque è andata benone: svezzamento cominciato a 4 mesi e 1/2. Da quando ha cominciato a mangiare (ha mangiato quasi sempre tutto…forse la frutta…all’inizio…non la gradiva particolarmente) ha iniziato a rifiutare il latte. Abbiamo seguito passo passo i consigli del pediatra, che ci ha fatto introdurre gradatamente i cibi. E’ andata bene.

  2. Grazie a tutte le instamamme per le loro testimonianze! Il mio cucciolo compirà 4 mesi il 16 marzo, ed onestamente, non so ancora cosa mi dirà la pediatra, se inizieremo a 4 mesi compiuti o dopo; abbiamo appuntamento giorno 19. Io non vedo l’ora di iniziare! Fino adesso sono stata molto istintiva con lui e ho sempre fatto un po’ di testa mia, e mi sono sempre trovata bene. Appena arriverà il momento farò post nel mio blog e lo posterò qui, anche se sarà tra qualche giorno! : )
    Grazie sempre.

    • Stefania siamo molto felici che le nostre testimonianze, in qualche modo, possano esserti utili. E comunque, se fino a questo momento hai agito secondo istinto, hai fatto benissimo perchè una mamma sa sempre in cuor suo quale sia la scelta migliore ^_^
      Aspettiamo il tuo post sullo svezzamneto molto volentieri!

  3. Ciao, ho letto che molte di voi sono passate al compimento del primo anno dal latte di crescita al latte vaccino. A me la pediatra mi ha detto di continuare con quello di crescita da 1 ai 3 anni. Voi tutti siete passati al vaccino? Come?
    Insomma, il latte di crescita sarà anche più ricco ma mio figlio che a 15 mesi mangia già tutto direi che sia qualcosa in più! E poi, costa veramente tanto!!!
    Grazie!

    • Ciao Stefania, io personalmente sono passata al latte vaccino su consiglio della pediatra, senza grossi problemi. Anzi il cambiamento è stato davvero molto gradito! Leggendo qua e là poi l’uso del latte di crescita non mi convinceva più di tanto per cui non mi sono posta più di tanto il problema. Prova a chiedere nuovamente il parere al pediatra; comunque se non ha patologie o intolleranze verso componenti del latte, penso che il latte vaccino sia più che sufficiente per il loro fabbisogno.
      Viviana22

    • Stefania, come ti ha detto anche Viviana, se il bimbo non presenta particolari allergie o intolleranze credo personalmente che non ci sia niente di meglio che ciò che la natura ci offre, quindi il latte vaccino.
      Io pure l’ho introdotto al compimento del primo anno, per andare tranquilla l’ho offerto prima allungato con l’acqua circa al 50%, e abbassando poi ogni giorno la %, fino ad arrivare, in una settimana circa, a dargli esclusivamente latte vaccino.
      Comunque parlane sempre prima col tuo pediatra ed esponigli le tue perplessità 😉

      • stefaniamule

        Grazie anche a te dexterinaim… 🙂
        Sì, non ha nessun problema mio figlio, tranne che sia un pozzo senza fondo! Per questo vorrei anche passare a qualcosa di meno “complesso” come primo nutrimento della giornata!

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